Gioco
Liberi di giocare e costruirci un futuro dove siamo nati
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LA PANORAMICA. Il paese di Peccioli visto dallalto 3 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. Nati sotto lo stesso campanile. Nuove scommesse per il futuro. «Quella valle quieta in cui scorrono Roglio ed Era». Così veniva definita più di cent'anni fa la Valdera, tra le verdi colline e i paesaggi tipicamente rurali di una campagna che mantiene ancora saldi i simboli e le feste di una civiltà contadina appartenuta ad un passato non troppo remoto; un' autenticità e semplicità che vanno sempre più perdendosi, in favore di un progresso commerciale con le mani tronche, storie antiche che se ne stanno andando sugli stradoni asfaltati che opprimono una terra bisognosa di respirare, in cui raramente si incentivano l' agricoltura e le altre attività tipiche della zona. Poche sono, oggi, quelle realtà che possono permettersi il finanziamento di un futuro prospero per le generazioni che verranno, tanto meno per la terra che calpestiamo ogni giorno, e, in un' Italia che fornisce ai giovani solo vie di fuga, la valle dell' Era pare un' isola felice, un' isola che tenta di liberarsi da quel progresso commerciale privo di futuro di cui parlavo. Dichiara Silvano Crecchi, sindaco della città di Peccioli. «La gente deve smettere di cercare un futuro nei settori che non ci appartengono, perché quei settori sono già in mano a paesi specializzati che riescono ad arrivare al prodotto con bassissimi costi di produzione, dobbiamo distinguerci nei prodotti tipici, nella valorizzazione del territorio e nelle nuove tecniche meccaniche e robotiche». E continua: «Questi ambiti sono punti di forza per un comune come il nostro, che investe tutto in questi settori, qua un robot ha girato in mezzo alla gente per mesi raccogliendo l' immondizia, si propongono master che innestano i giovani nel mondo lavorativo, si incentiva la ricerca. Nel nostro "incubatore di imprese", un giovane ricercatore sta portando avanti un prototipo destinato a rivoluzionare la medicina mondiale! Queste sono le nostre scommesse». Indubbiamente, la vita alla periferia delle grandi città, comporta in ogni caso una sorta di isolamento dai centri economici, e la lontananza, risulta spesso penalizzante; fatto sta che il gioco vale sicuramente la candela, questi sono luoghi in cui i bambini sono ancora liberi di giocare tra i vicoli dei borghi o di correre nei campi, gli anziani possono respirare aria pulita e sedersi nei parchi a chiacchierare, qui la vita si svolge lontana da quella frenesia convulsa che impedisce di vivere una vita serena e tranquilla, i nostri sono luoghi dove il tempo si ferma, lasciando agli uomini lo spazio per pensare, per camminare, per vivere serenamente. Alla domanda "vedete un futuro nella vostra zona?" I giovani si zittiscono per un po', poi annuiscono tra di loro affermando un deciso sì. Alcuni sanno già che, probabilmente, per realizzarsi dovranno metter su un ufficio a Pisa, o forse a Pontedera, altri sognano di aprire un' attività nel paese, altri si accontentano di un posto in magazzino. La cosa sbalorditiva è che tutti sono legati da un sogno comune, quello di continuare a vivere dove sono nati e cresciuti, e lì far crescere i propri figli; sono ragazzi che conoscono già altre realtà, e tutti credono che nessuna sia in grado di reggere il confronto con la loro. Ragazzi cresciuti sotto lo stesso campanile che costruiscono sopra ad una scommessa comune, che vede al centro un territorio in grado di dare più di quanto abbia mai dato, un futuro che è ancora un punto interrogativo, e tante persone forti con la voglia di camminare sulle strade ancora inesplorate. Nassar Magdi classe 3ª AG "Niccolini" Volterra
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