I gruppi di destra e di sinistra concordano
«La trattativa doveva passare dal consiglio comunale: così è mancata la trasparenza»
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MONTOPOLI. Il resoconto dell'incontro del 7 aprile con l'assessore Bramerini aveva subito scatenato commenti negativi. «Tante belle parole - aveva detto Fabio Corsi dei Comunisti Uniti di San Miniato - ma di fatto è stato confermato il taglio del personale e svuotato d'efficacia il servizio. L'ennesimo che i nostri amministratori si stanno facendo portare via, come già successo per i presidi ospedalieri. È inaccettabile che la trattativa sia stata condotta solo da 2 sindaci, senza trasparenza. Chiediamo che queste cose siano discusse nei consigli comunali». Stesse osservazioni da destra: «Anche questa volta non ci hanno convinto - aggiungeva Roberto Ferraro (Pdl) -. Il comunicato della Regione vuole essere rassicurante, ma come si fa a credere alle rassicurazioni quando si persevera nel dimezzamento del personale e si limita a 5 anni la vita del centro di San Romano? Come si pensa di convincere i cittadini che i soli 3 operatori rimasti siano sufficienti a garantire il servizio?». L'incontro in Regione, però, ha fatto soprattutto ballare la maggioranza di Montopoli, attraverso una richiesta di chiarimento avanzata da Socialisti e Rifondazione, sulla quale interviene il segretario Pd Sandro Vanni: «Siamo pronti a qualunque confronto con gli alleati della coalizione, ma non consentiremo iniziative destabilizzanti. Al Pd interessa che i controlli ambientali continuino, senza diminuzioni o interruzioni, e che siano rafforzati quando si arriverà al progetto Tubone. Vogliamo che questo sia garantito dalla Regione, pur in un momento di tagli pesantissimi». G.P.
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