Il Tirreno

Pontedera

Viaggio nel padiglione tra amarcord e presenze storiche

Là dentro anche Radio Torre «Era la casa di tutti i volterrani»

Riccardo Rinaldi
Uno dei murales all’interno del padiglione
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Uno dei murales all’interno del padiglione

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 VOLTERRA. Cos'era il Chiarugi? La cosa più bella del mondo, per i volterrani. Un luogo d'incontro dove si potevano realizzare e concretizzare tutte le forme e le espressioni artistiche dei volterrani, giovani e non. Lì si cantava, si suonava, si dipingeva, si faceva arte. Ci si poteva trovare per una cena, magari ordinando una pizza. Si allestivano delle proiezioni di film, si giravano dei cortometraggi e capitava che vi si giravano dei video. Ci s'incontrava, ci si conosceva, si cresceva insieme, e si cresceva grazie alle esperienze di altri. Nel periodo d'oro, fino a tutti gli anni'90, quasi tutte le stanze erano occupate. C'è stato un periodo in cui là c'era anche la sede di "Radio Torre" l'emittente radio di Volterra. Ognuno teneva la propria stanza come se fosse casa propria. Si puliva, si sistemava, si eseguivano le manutenzioni. Se c'era da cambiare un tubo c'era chi si arrangiava, se una piastrella andava sostituita c'era che si prestava come muratore. Le stanze affittate mantenevano la struttura originale, anche se l'allestimento cambiava dal tipo d'utilizzo. Quelle musicali erano un vero spettacolo. I ragazzi rinunciavano anche alle ferie per l'impianto audio e quello d'insonorizzazione. Ogni epoca ha visto dei gruppi musicali differenti, ed ogni nuova generazione ereditava una stanza diversa. Negli anni si è passati dai Dedalo ai Divergo, dai Funeral Toys agli Sos Sessantotto. Vere e proprie generazioni in musica. Anche il sindaco Marco Buselli suonava là dentro con il suo gruppo. Il riscaldamento era affidato o alle stufe elettriche o a quelle a legna; le stanze più fortunate erano quelle con i camini, che rimessi in sesto si prestavano a luculliane grigliate. Tanti divani, per stare in comitiva, per accogliere amici e passare serate a chiacchierare. Sotto c'era la discarica comunale per i mobili, così appena arrivava un divano di cui qualcuno si disfaceva, si facevano delle vere e proprie corse per prenderlo. Insomma là dentro tanti volterrani "hanno imparato a stasera al mondo".

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