La manifestazione
Assemblea del Comune coi cittadini: ci sono da superare gli attriti con la Forestale e rendere larea più fruibile
No alla riserva-campana di vetro
Giacomo Pelfer
◗
Una veduta panoramica della riserva naturale di Montefalcone Lo sviluppo di Staffoli passa attraverso la valorizzazione di Montefalcone
3 MINUTI DI LETTURA
SANTA CROCE. Quando si parla del futuro di Staffoli i residenti non hanno dubbi: è la riserva di Montefalcone la prima questione da risolvere prima di ogni altro progetto di sviluppo per la frazione. Il punto che mette tutti d'accordo, com'è emerso nei giorni scorsi all'assemblea organizzata al centro Avis dal Comune di Santa Croce e dalle associazioni paesane. L'obiettivo era quello di presentare alla cittadinanza, attraverso un pool di esperti, le strategie di sviluppo messe a punto per trasformare Staffoli in luogo d'attrazione per il cosiddetto "turismo slow", fatto di trekking, equitazione, prodotti locali, storia e spiritualità. Un mix di opportunità che il Comune di Santa Croce intende sfruttare attraverso appositi bandi regionali, approfittando della centralità di Staffoli all'interno delle Cerbaie, territorio dalle bellezze spesso sconosciute e mai valorizzate fino in fondo. «Il grande limite di questo territorio sta nell'incredibile frammentazione amministrativa - ha ripetuto più volte il professor Giancarlo Andreanini -; come se non bastasse ci s'è messa pure la Forestale, che ha recintato 550 ettari tra Montefalcone e Staffoli, i più belli di tutte le Cerbaie, privandoci di fatto di qualcosa che è nostro». Un concetto sostenuto anche da diversi residenti, che da tempo reclamano qualche possibilità di accesso alla riserva e il completamento del percorso pedonale e ciclabile che gira intorno alla recinzione. Progetto che in passato ha impegnato soprattutto il comune di Castelfranco, che adesso insieme a Santa Croce vorrebbe prolungare l'opera in via delle Pinete, fino a raggiungere Staffoli. Se n'è parlato a lungo, prima che la cosa si arenasse a causa dei contrasti sorti negli ultimi mesi con il comando della Guardia Forestale. Stefano Mengoli, direttore del Consorzio forestale delle Cerbaie, ha invitato alla fiducia, annunciando che le divisioni dovrebbero essere superate a breve. «Parlare di valorizzazione delle Cerbaie - ha proseguito - significa prima di tutto ricreare un'economia legata al bosco, che a sua volta significa anche turismo: basta pensare ai tantissimi sentieri che abbiamo. Una ricchezza sconosciuta ai più, fatta eccezione per le scolaresche e per pochi appassionati». La valorizzazione dei sentieri, non caso, è uno dei primi punti nel progetto di sviluppo della frazione. E il sentiero per eccellenza è la via Francigena, la strada dei pellegrini che attraversa in due tratti il territorio di Staffoli, come spiegato dal professor Raffaele Cecchetti dell'Università di Pisa. Il primo obiettivo, quindi, è assicurarsi i finanziamenti regionali per la Francigena, che dovrà poi essere collegata a Staffoli recuperando una serie di sentieri, per i quali, a loro a volta, sarà necessario centrare il bando per le ippovie. «Il progetto regionale delle ippovie - ha detto Stefano Tacconi dell'Associazione toscana vie Francigene - serve proprio come volano di promozione del territorio: è pensato per stimolare attività nel campo dell'accoglienza, favorendo anche la nascita di strutture ricettive e maneggi». Nel corso della serata, infatti, esperti del settore hanno spiegato quali sono le possibilità di accesso al credito per chi deciderà di scommettere su Staffoli, con l'apertura di strutture ricettive, negozi o aziende agricole.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
