Finanza
Alla fonte per lavare e per diletto
Kassandra Bibbiani
A Lucciano di Villamagna l'acqua della vasca alimentava la vita sociale
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VILLAMAGNA. La fonte di Lucciano forniva acqua alla comunità ed era anche un lavatoio pubblico. L'acqua cadeva in una pila, dopo di che scendeva nella vasca. Per agevolare il lavaggio dei panni, erano poste sui lati della vasca delle lastre di pietra scarpellinate. Le donne trascorrevano maggior parte del loro tempo alla fonte, non per lavare i panni, i quali venivano lavati una volta a settimana, ma per prendere l'acqua per gli usi domestici. L'acqua da bere veniva posta nei fiaschi, nelle brocche di coccio o in delle mezzine di rame; invece l'acqua per lavarsi veniva raccolta nei secchi di lamiera zingata; questi avevano varie funzioni, oltre a trasportare l'acqua, erano anche usati per scrivere messaggi amorosi per le donne amate al di sotto dei dischi di legno, posti sotto il secchio per riparare i buchi. Alla fonte, venivano raccontati tutti i pettegolezzi del paese: quando usciva una nuova chiacchera veniva giustificata dicendo: " L'hanno detto a Lucciano, poi se sia vero non lo so!". L'acqua della vasca del lavatoio veniva cambiata ogni 15 giorni da un addetto comunale, che la svuotava rimuovendo il tappo. La via che conduceva dal paese alla fonte era illuminata da dei lumini a petrolio che venivano accesi al calare la sera e spenti a notte fonda. Le donne prima di lavare lenzuola, tovaglie e stracci alla fonte, dovevano compiere un lungo e faticoso lavoro nelle proprie case. Veniva messa l'acqua in una conca di coccio posta su un troppolo, dentro venivano poste le lenzuola, le tovaglie e poi gli stracci. Il tutto veniva ricoperto da un panno, su cui veniva posta la cenere, che filtrava dentro la conca dopo l'aggiunta di acqua tiepida. Il trattamento durava tre giorni, il primo per bagnare il bucato con l'acqua tiepida, il secondo per tenerlo nell'acqua bollente ed invece il terzo per farlo raffreddare. Dopo tutta questa manutenzione, il bucato veniva portato a Lucciano e risciacquato. L'asciugatura avveniva stendendo il bucato su una collina vicina. Le donne portavano sulla testa conche di panni o brocche per risparmiare qualche viaggio. Per lavare il vestiario le donne usavano il sapone fatto il casa. Esso era fatto con: grasso di maiale, soda caustica e pece greca. Il tutto veniva posto in una cassetta di legno e fatto raffreddare, dopo veniva tagliato a pezzi. Questo sapone non profumava come gli ammorbidenti di oggi, ma dava il vero "odore di bucato".
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