Attenzione
Una marea di bollette non pagate
Paola Silvi
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Persone in attesa di entrare negli uffici di Acque Spa Acqua: registrano un'impennata i morosi nei vari comuni del comprensorio
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PONTEDERA. In bilico sullo strapiombo delle nuove povertà. Dove non solo saltano le rate del mutuo e delle tasse, ma anche le bollette restano insolute. Il fenomeno della morosità si espande e coinvolge sempre più famiglie. Un universo che non tocca più solo i grandi capitoli di spesa ma riguarda adesso le piccole somme. A cominciare da chi non paga la bolletta dell'acqua. «La situazione non è drammatica ma avvertiamo i primi campanelli d'allarme», spiega Andrea Ferrante, responsabile del settore commerciale di Acque Spa. «Se, di solito, a 90 giorni dall'emissione del pagamento, abbiamo sempre incassato il 78% delle bollette, per la prima volta, in questi mesi iniziali del 2011 la percentuale è scesa al 73%». Le famiglie e le imprese insomma, a giudicare dai dati di Acque, fanno fatica ad adempiere alle spese «come se avessero finito i soldi», azzarda timidamente Ferrante. E in effetti la crisi non risparmia nessuno. «Anche se - si affretta ad aggiungere il responsabile - queste cifre sono in itinere, possono cambiare radicalmente da una settimana all'altra e là dove si nota maggiore sofferenza non è ancora partita nessuna azione di tipo coattivo». Ma al di là dei solleciti e dei meccanismi di riscossione che prevedono 4 cicli di fatturazione applicati 3 volte all'anno, con gli utenti divisi in lotti, l'aumento di credito inevaso non può essere nascosto. Basta fare due conti. Nel 2006 e nel 2007 l'incidenza dei morosi è stabile intorno al 2%, mentre già dall'anno successivo il picco di inadempienze si stabilizza sul 2,5% fino ad arrivare ad un buon 6,38% di media nel 2010. Nella colonna 2011, quella delle new-entry, si parla nell'ordine delle due cifre. E su 6 milioni di credito, quasi un milione e 300mila euro è ancora da saldare. La maglia nera della morosità se l'aggiudica Lajatico con l'80,46%, seguito a ruota da Lari (65,68%) e da Castelfranco di Sotto (56,26%). Non se la passano tanto bene neppure Pontedera con il 19% di mancati pagamenti e Bientina (17,41%) dove l'insoluto risulta storico e ripetuto. Capannoli, Lorenzana, Montopoli, Peccioli e Terricciola risultano invece i comuni più virtuosi. «A far lievitare i numeri - entra nel merito Ferrante - contribuisce ovviamente la data di scadenza della bolletta. Ma fra tutti i casi, le meno puntuali nel pagamento restano comunque le aziende perché spesso esposte a crolli di produzione, cali di fatturato e tentennamenti finanziari». L'attitudine al pagamento è così prerogativa dei singoli che incorrono però in impreviste debacle. La società di gestione del servizio idrico prevede allora delle agevolazioni per gli utenti in difficoltà. «Annualmente - continua Ferrante - una quota della tariffa viene confluita in un fondo e affidata ai vari Comuni che si impegnano a distribuire i contributi secondo le varie necessità comprovate dall'Isee. Ci sono poi possibilità di rateizzazione e varie iniziative promosse dalla Regione Toscana per gli sgravi in bolletta». Contemporaneamente però l'azienda passa alle maniere forti per arginare un problema che sta diventando impellente. Per sollecitare i morosi si ricorre prima a raccomandate o messaggini di sollecito. Segue poi il fermo del contatore e in extremis la sua rimozione. L'ultimo passo è il trasferimento del reddito insoluto a Equitalia che fa scattare sequestri e pignoramenti.
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