Il Tirreno

Pontedera

SIMONE MIGLIORINI

«La cultura qui da noi è ingessata»

<b>IL PATRON DEL FESTIVAL </b>Simone Migliorini
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IL PATRON DEL FESTIVAL Simone Migliorini

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 VOLTERRA. Il tempo è scaduto. Non perdiamone altro. E' primavera, svegliamoci». Così Simone Migliorini prende parte al dibattito sulla questione cultura a Volterra. Non ci sono ricette per il direttore del Festival del Teatro Romano, né certezze prestabilite. Ma solo la volontà di muoversi «di scendere dal pero di cambiare modo di pensare e poi fare, osare, esagerare senza paura, investire». Perché «più che intervenire su quello che io potrei pensare necessario e non, in ambito culturale e artistico mi sentirei più di suggerire a chi di solito propone e impone, di fare una pre-analisi per individuare i problemi della città». La parola chiave che Migliorini usa è "ingessamento". «C'è un ingessamento delle opportunità, della promozione culturale, di fermenti artistici, non esclusivamente teatrali. Un immobilismo della città su una proiezione d'immagine univoca, non pluralista e quindi non rappresentativa a causa di un appiattimento su posizioni decisionali a poche persone, sempre le stesse, che non operano in un regime di concorrenza di idee, ma con un iperprotezionismo assistito che gli consente di essere arroganti nelle parole e nei modi. Penso ai musei, alle collezioni». Per Migliorini il dubbio o la protesta non hanno spazio nel tentacolare mondo etrusco. «Se provassimo a manifestarci dubbiosi finiremmo sul desktop nella cartellina "imbecilli, ottusi, ignoranti e deleteri", tutto secondo l'imparziale giudizio dei prepotenti proponenti e giudicanti», aggiunge. «Qualcuno mi suggerisce di reagire alle considerazioni e alle offese che vengono fatte, in via Guidi, ma non la finiremmo più. Vorremmo scegliere come e con chi spendere il nostro tempo, non certo a parlare o confrontarsi con chi ha cercato di cacciare la Rai da Volterra, insultando operatori e giornalisti. Magari lo ha fatto per il bene delle città, e non ce ne siamo accorti. Ma in fondo né io né i miei compagni di avventura, che è colorata e non grigia - conclude - abbiamo nulla da chiarire o da dimostrare». P.S.

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