Finanza
Scatolificio, il compratore sfuma
Manolo Morandini
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Lo scatolificio Bientina ex Giuntoli Crisi della Bientina: il tribunale decreta il concordato fallimentare
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BIENTINA. Al tavolo che doveva far tirare il fiato ai lavoratori dello Scatolificio Bientina il compratore non si è presentato. Si allunga minaccioso lo spettro di una crisi senza soluzione, dopo l'ammissione dell'azienda al concordato preventivo proprio sulla scorta di assicurare la continuità produttiva con l'ingresso dell'impresa nell'orbita del gruppo trevigiano Pro Gest. Il patron del Gruppo, leader in Italia nel settore, Bruno Zago nelle stanze della Provincia di Lucca è stato atteso in vano. Eppure a dar manforte alla volontà di tracciare un percorso di rilancio c'erano davvero tutti. Per la sponda pisana oltre ai sindacati, anche le istituzioni: il sindaco di Bientina Corrado Guidi, e l'assessore provinciale Anna Romei. Lo Scatolificio Bientina, che conta 58 addetti, fa capo alla famiglia Marcucci, proprietaria dell'azienda Corsonna di Castelvecchio Pascoli, dove i dipendenti sono 89. Ed è a Lucca, in virtù della sede legale della casa madre, che si è insediata l'unità di crisi delle due imprese, su cui lo scorso 13 aprile si è pronunciato il tribunale lucchese aprendo alla procedua di concordato. La cura Zago, che potrebbe ancora tentare di chiudere l'operazione di acquisto è drastica: per Corsonna i dipendenti scenderebbero da 89 a 45 e allo Scatolificio Bientina da 58 a 15. Per gli altri sarebbe stato chiesto l'impegno a sottoscrivere la rinuncia al rientro, a norma dell'articolo 2112 del codice civile. Inoltre, per chi resterà a lavoro la riassunzione a condizioni di salario inferiori del 20%. «Si rofila una situazione difficile se non troviamo altri imprenditori interessati e capitali per garantire ai commissari una gestione provvisoria delle due aziende - afferma Angelo Mangino, segretario provinciale Fistel-Cisl -. Intanto attiveremo la Cig straordinaria per 12 mesi, per garantire un sostegno minimo al reddito dei lavoratori».
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