Il Tirreno

Pontedera

Sepolte a 5 metri di profondità intere auto e traverse ferroviarie. Timori per le falde acquifere

Scoperta discarica di rifiuti tossici

Lara Loreti
Scoperta discarica di rifiuti tossici

Blitz dei carabinieri del Noe in una tenuta del gruppo Vitarelli

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Una discarica abusiva, con rifiuti tossici, è stata scoperta nella tenuta agricola Bellavista in Suese, a Guasticce, in provincia di Livorno. La proprietà è riconducibile alla famiglia di Alberto Vitarelli, notissimo imprenditore di Pontedera, il cui gruppo è proprietario anche della vetreria Vitarelli Glass. La profondità a cui sono stati trovati i rifiuti, circa 4-5 metri, e il loro stato - in particolare del legno - non ha lasciato alcun dubbio agli investigatori sul fatto che lo scopo di chi ha abbandonato tutti quei rifiuti fosse lo smaltimento illecito dei materiali.  Intere auto seppellite a quattro metri di profondità, e poi residui legnosi di traverse ferroviarie bruciate, e ancora ferro, acciaio, vetro, plastica, legno, inerti da demolizione, pneumatici, un calorifero in ghisa, tubi in plastica, reti metalliche, picchetti e chi più ne ha più ne metta.  Gli esperti della materia parlano di «rifiuti altamente tossici». Tutti questi materiali sono stati trovati dagli investigatori del Nucleo operativo ecologico di Grosseto all'interno di una vasta area che si trova a pochi metri dal centro abitato di Guasticce, non lontano dal cimitero e dal campo sportivo: in tutto diecimila metri quadri che sono stati sequestrati dai carabinieri.  L'indagine è scattata lo scorso gennaio dopo una serie di controlli tramite elicottero e sopralluoghi. Agli accertamenti hanno partecipato anche i militari della compagnia di Livorno e gli elicotteristi di Pisa. Ed è proprio grazie ai rilievi aerei che sono state individuate anomalie morfologiche del terreno e segnalate al Noe, comandato dal capitano Florindo Rosa. Il resto l'hanno fatto le ruspe e il georadar usati dai militari per gli scavi e per sondare il terreno.  I carabinieri hanno utilizzato anche un sofisticato metal detector che ha fatto emergere la presenza di materiale ferroso. I rifiuti speciali smalititi illecitamente sono anche di natura pericolosa: basti pensare alle traverse ferroviarie impregnate con olio di creosoto ed i veicoli fuori uso non bonificati, tra l'altro il tutto a contatto con le falde acquifere.  Secondo i carabinieri, i rifiuti occultati e smaltiti tramite interramento sono almeno in parte riconducibili al ciclo produttivo aziendale.  Rischi. La cosa che, come rilevato dal Noe, suscita maggior timore è la presenza di traverse ferroviarie in legno impregnate con olio di catrame e percolato, sostanze inquinanti che avrebbero già invaso le falde acquifere, inquinandole. E questo è quanto emerso dai primi rilievi del Noe, che comunque sta ancora indagando per fare chiarezza sulla vicenda e soprattutto sulle conseguenze ambientali della discarica. Smaltimenti illeciti che secondo i carabinieri sono anche dannosi anche per la salute dei cittadini: lo smaltimento irregolare, secondo l'indagine, andava avanti da molto tempo, vista la mole di rifiuti trovata.  Per il Noe si tratta di uno dei più consistenti sequestri effettuati.

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