Attenzione
Pirogassificatore, no unanime
Giacomo Pelfer
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Un momento di una seduta del consiglio comunale di Castelfranco di Sotto Il consiglio al gran completo s'affianca alla giunta
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CASTELFRANCO. Il consiglio comunale di Castelfranco ha ratificato il no al pirogassificatore. E' stata votata all'unanimità, nella serata di martedì, la delibera di giunta che respinge il progetto avanzato dalla Waste Recycling. Le motivazioni sono quelle già espresse con la chiusura del processo partecipativo: la mancanza di una pianificazione interprovinciale in materia di rifiuti, il rischio della proliferazione di piccoli impianti e il carattere sperimentale del pirogassificatore, che non inciderebbe - scrive la giunta - «sui fabbisogni di smaltimento dei rifiuti speciali delle aziende del territorio». Il voto è stato preceduto da un ampio dibattito sull'esperienza del percorso partecipativo, con l'assessore Cristian Pardossi che ha sottolineato il peso politico e sociale del processo. «Una strada obbligata - ha detto - per sostituire la Valutazione d'impatto ambientale che non c'era stata concessa. Ma il percorso partecipativo, nonostante gli attacchi, ha ottenuto una risultato che va al di là del pirogassificatore: ha permesso di costruire una posizione matura e consapevole, coinvolgendo i cittadini su temi nei quali la politica non può scegliere da sola. Una posizione libera dalla paure e dalle rivendicazioni urlate. Se esistesse un modo per misurare la coesione sociale di una comunità, credo dopo il percorso osserveremmo un trend molto positivo». «Avevo sempre assicurato - ha aggiunto il sindaco Umberto Marvogli - che avrei tenuto conto della volontà dei cittadini. Mi dispiace solo che questa fiducia non sia stata ripagata: contro di me è stato detto di tutto». Molto critico l'intervento di Stefano Taglialagamba (Pdl): «Apprendo con soddisfazione della delibera di giunta, nella quale però ci si dimentica che è stata la gente a dire per prima di no, con oltre 4mila firme di dissenso, raccolte da me e da altri volontari dopo che nel giugno scorso fui avvertito dell'esistenza del progetto, che Comune e Provincia volevano far passare sotto silenzio. Il Pd si è schierato contro la gente fin dall'inizio: da una parte voleva dire sì all'inceneritore, dall'altra temeva di perdere voti. Adesso speriamo nel no definitivo dalla Conferenza dei servizi, altrimenti saremo costretti a chiedere le dimissioni del sindaco e della giunta». Il resto dell'opposizione si è soffermata spesso sui costi del processo partecipativo: «Non ci si doveva arrivare - secondo Giuseppe Calò - serviva una decisione politica a monte». «Il percorso è indifendibile - ha aggiunto Giulio Ruglioni -: è costato un sacco di soldi, e poi tutta questa coesione sociale io sinceramente non la vedo». «In una società partecipata servono questi momenti di confronto, il problema è che costano soldi alla collettività», ha detto Rosario Cassillo ("Per fare insieme il tuo Comune") sottolineando anche la necessità di una pianificazione in fatto di rifiuti. Concetto ripreso da Paolo Costagli ("Sicurezza e Trasperenza"): «Spero che questa delibera sia una risposta per altri progetti che potrebbero arrivare in futuro. Evitiamo però la demagogia: all'inizio di questa vicenda l'atteggiamento dell'amministrazione non è stato molto chiaro». Adesso la questione passa nelle mani della Conferenza dei servizi, che sarà chiamata a dare l'ultimo parere. Rimane però da capire se Waste Recycling voglia comunque andare fino in fondo, oppure se, vista la situazione, sceglierà di fare un passo indietro rinunciando a presentare il progetto definitivo.
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