Il Tirreno

Pontedera

Trovano occupato il loculo pagato

Sabrina Chiellini

Funerale con sorpresa finale e trasloco del feretro sepolto nel luogo sbagliato

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 SAN PROSPERO. Dopo il dolore la rabbia e la voglia di chiedere i danni morali a chi li ha messi in una condizione che mai avrebbero voluto vivere. Quando, l'altro pomeriggio, Silvano Pirani e i familiari sono arrivati al cimitero di San Prospero per dare sepoltura a Giuseppa Ghergo, 86 anni, sono rimasti senza parole. Il loculo che avevano acquistato dall'Arca per la non troppo modica cifra di tremilacinquecento euro era occupato. Sì, all'interno c'era la bara di un'altra defunta, morta a metà febbraio scorso. Una situazione incredibile. Alla rabbia si è unito presto il pensiero rivolto ai parenti della defunta che era stata sepolta nel loculo già venduto alla famiglia Pirani. Così la cerimonia funebre ha avuto una conclusione molto diversa dal consueto. I muratori si sono messi al lavoro per fare il trasloco della bara che era stata collocata nel loculo sbagliato. «A quel punto - spiega Pirani - abbiamo pensato ai parenti dell'altra defunta. Abbiamo dato la nostra disponibilità a trasferire mia madre in un altro loculo anche se quello che ci era stato venduto dall'ufficio cimiteri dell'Arca ci sarebbe spettato per diritto». Alla fine il "trasloco" c'è stato ma per la salma deposta nel loculo sbagliato. Ma questo non ha placato la rabbia dei familiari dell'anziana Ghergo.  «Alcuni anni fa - spiega Pirani - ci siamo rivolti al Comune per chiedere se potevamo usare per una seconda sepoltura un posto già acquistato dalla nostra famiglia e dove è sepolto mio padre, ormai dal 1980, nel campo del cimitero di San Giorgio. Ovviamente il permesso ci è stato negato. Così abbiamo dovuto acquistare un loculo a un prezzo che, secondo noi, è troppo caro, nel cimitero di San Prospero». E qui, in un secondo momento, verranno trasferite anche le ceneri del marito della defunta. «Ma per fare questa operazione - spiega Pirani - ci sono stati chiesti altri 1.300 euro».  La famiglia dell'anziana si è già rivolta a un legale per chiedere i danni al Comune e all'Arca per l'errore che ha creato un certo scompiglio.  «Il Comune si approfitta del dolore dei cittadini - spiegano i Pirani - fa pagare cifre incredibili per un posto al cimitero e non dà la possibilità alle famiglie di utilizzare eventuali spazi dove sono sepolti defunti delle stessa famiglia e che potrebbero essere riesumati».  Il contrattempo del loculo venduto per due volte o della bara inserita nel posto sbagliato (questa la spiegazione di Arca) non si potrà cancellare. Entrando nelle cappelle del cimitero nuovo di San Prospero non si può avere l'esatta percezione dei posti occupati e di quelli ancora liberi ma già venduti. «Quando a metà marzo ho comprato il loculo per mia madre - spiega Pirani - sono venuto a vedere l'area del cimitero in cui si trovava. Apparentemente era libero. Successivamente però, con nostra sorpresa, è stato ceduto ad altri cittadini». Ovviamente i Pirani si chiedono come sia potuto accadere. Qualcuno avrà sbagliato. «Ogni volta che penserò al funerale di mia madre - si sfoga Pirani - non potrò fare a meno di provare un sentimento di rabbia oltre che di dolore». I familiari della defunta alle prese col loculo già occupato fanno un'altra riflessione. «Ma quanto dobbiamo spendere per un posto al cimitero? Tremilacinquecento il loculo, 430 per posizionare la lapide, cioè mettere il silicone intorno. Poi ci sono i costi per la luce votiva». E quelli per il marmo. Ma se i cimiteri di Cascina sono sempre più affollati di defunti perché non consentire alla famiglia Pirani di utilizzare lo spazio che già possiedono a San Giorgio?

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