Sicurezza
La polizia indaga sullassalto alla Coop: impronte sulla pistola caduta al bandito nella colluttazione con lagente
«Pensavo a un'arma giocattolo»
Sabrina Chiellini
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Jean Marie, il camerunense di 40 anni che era davanti alla Coop durante la rapina con sparatoria Il racconto della cassiera aggredita dal rapinatore: «Poi è partito lo sparo»
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CASCINA. Le impronte trovate all'interno della Coop e sulla pistola con cui uno dei banditi ha sparato e ferito un poliziotto potrebbero aiutare a risalire agli autori dell'assalto al mini-supermercato di via Aldo Moto a Cascina. La squadra mobile della questura di Pisa ha ricostruito attraverso i racconti dei testimoni i momenti della rapina che un poliziotto libero dal servizio ha cercato di sventare. Ieri mattina, un po' per la curiosità della rapina della sera precedente, un po' per la vicina Pasqua le cassiere del supermercato Coop non hanno avuto tregua: grandi affari per il punto vendita. E tra una spesa e l'altra i clienti non hanno parlato d'altro che dell'assalto della sera precedente, del poliziotto intervenuto per bloccare uno dei malviventi mettendo così a rischio la sua vita. Al suo posto di lavoro anche Katy Guerrucci, la cassiera di Vicopisano, alla quale uno dei rapinatori ha puntato la pistola alla gola, pronto a sparare se non le avesse dato i soldi. «Lavoro per la Coop da 33 anni - dice - non mi era mai successo niente del genere. Mancavano pochi minuti alla chiusura, alle casse non c'era la fila, i clienti erano nelle corsie. Stavo tornando dal magazzino che è vicino alle casse. Mi sono sentita prendere alle spalle. "È una rapina", mi ha detto uno dei due mentre mi puntava la pistola alla gola. Onestamente pensavo che l'arma fosse un giocattolo. Ho guardato mia figlia che era sulla porta del supermercato, ci eravamo appena salutate. Ho pensato a lei, l'ho cercata con lo sguardo e ho visto che mi guardava atterrita. Poi è intervenuto il poliziotto e quando c'è stato lo sparo tutti hanno cominciato a fuggire». A questo punto è chiaro che i rapinatori erano due e entrambi sono entrati nel supermercato. «Sono sicura - dice una clinte - ne ho visti fuggire due, uno era incappucciato». Se il bandito armato ha minacciato una delle cassiere, l'altro non è stato a guardare. «Quando ho capito cosa stava succedendo - spiega la vice-responsabile del punto vendita - ho visto due rapinatori. Credo fossero stranieri, una mia collega pensa che potessero essere tunisini». Il negozio Coop, così come altri punti vendita della cooperativa, non è protetto da sistemi di videosorveglianza forse anche per una questione di privacy. La polizia - dopo la rapina sono intervenuti anche i carabinieri - non potrà contare sull'aiuto di eventuali immagini della videosorveglianza. Per cui sono state ascoltate numerose persone, in cerca di particolari che aiutino a identificare i banditi. È stato sentito anche un venditore ambulante, Jean Marie, 40 anni, camerunense, che era davanti alla Coop quando c'è stata la rapina. «Non ho visto niente, non pensavo certo che quei due uomini volessero fare la rapina e che avessero una pistola». Davanti alla Coop, ieri mattina, la Lega - Cascina è nel pieno della campagna elettorale per le amministrative - ha organizzato un presidio. «L'amministrazione locale dovrebbe impiegare la polizia municipale in pattugliamenti del territorio invece che utilizzarla soltanto per multare gli automobilisti - hanno spiegato ai clienti guadagnandosi anche alcune critiche - Gli autori della tragedia di qualche giorno fa a Visignano, in cui il padrone di casa è morto d'infarto durante il furto, e della rapina a mano armata alla coop di Cascina di ieri con un ferito d'arma da fuoco, dalle testimonianze risultano stranieri. Chi è irregolare deve lasciare il nostro paese». «Il sindaco di Cascina, Moreno Franceschini, e quello di Pisa, Marco Filippeschi, richiedano la presenza dell'esercito in città»: ha rincarato la dose l'europarlamentare leghista, onorevole Claudio Morganti, commentando gli ultimi episodi di violenza in provincia di Pisa.
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