Sicurezza
La Via Crucis che parla di mafia
Francesca Suggi
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Unimmagine di Rita Atria la giovane studentessa che morì suicida dopo la morte di Borsellino Don Armando e i ragazzi di Perignano in strada con il calvario dei giorni nostri
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PERIGNANO. Aurora come Rita Atria. La studentessa delle medie di Crespina reciterà una parte del diario dell'eroina anti-mafia che si uccise dopo la morte del giudice Paolo Borsellino. E Lorenzo, 13 anni che si trasforma in un giovane in preghiera che viene ammazzato per motivi religiosi. In piazza Berlinguer succederà la mattanza, una delle tappe della rivoluzionaria Via Crucis di don Zappolini a Perignano. Il parroco del paese torna a scuotere le tradizioni della liturgia classica. Che attualizza. Che porta fuori, in strada. Che rilegge con gli occhi dei giovani. E proprio loro, quelli del gruppo teatrale per intenderci, mette al centro della passione di Gesù che diventa sfruttamento minorile, pena di morte e mafia. «L'obiettivo è quello di collegare la passione di Cristo sofferta 2000 anni fa con quella che la gente vive oggi», spiega il sacerdote, anche presidente del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza. Tutto inizia qualche mese fa. «Don Armando ci ha chiesto come ci immaginavamo la passione di Cristo, quali sofferenze oggi ci scuotevano di più e abbiamo parlato di mafia, sfruttamento minorile e la morte dei ragazzi che lottano per la libertà», racconta Lorenzo Pratelli. Da qui l'idea che venerdì prenderà forma: la Via Crucis esce dalla chiesa. E le "stazioni" del calvario diventano le piazze Vittorio Veneto, Berlinguer e Santa Lucia. Nella prima i ragazzi, tutti dagli 11 ai 14 anni, mettono in scena lo sfruttamento minorile. La processione prosegue con il tema della morte dei giovani: la scena fa impatto. Durante una manifestazione qualcuno uccide alcune persone che pregano. C'è anche Lorenzo Caroti, 13 anni di Lari. «Da questa parte ho imparato ancor di più che è sbagliato uccidere per motivi religiosi. Anzi è proprio sbagliato uccidere», bisbiglia. C'è un ragazzo condannato a morte da un tribunale dove si staglia uno striscione "La legge è uguale quasi per tutti". Dove troneggia un "quasi" scritto a caratteri cubitali. «Qui 4 volontari con la cappa nera e una statua di Gesù morto vanno a raccogliere i bimbi morti», spiega don Armando. In piazza Santa Lucia l'argomento mafia fa calvario. Lorenzo Pratelli interpreta il monologo di Impastato. «In 2 ore l'ho im,parato a memoria - racconta - E' importante il messaggio che devo far passare a chi mi ascolta, ovvero la disperazione e la compassione del figlio». Lorenzo giura che in classe sua, in terza, alle scuole medie Pirandello si parla di mafia: «E' un argomento che interessa», dice. Già pensa alle prove della sera. Sono serrate, nessuno vuole sbagliare davanti a un paese ointero che a partire dalle 21.30 seguirà la processione. Racconti di mafia e lotte estenuanti anche nel monologo di Aurora Onor. Lei fa Rita Atria, un simbolo della lotta contro Cosa Nostra. «E' divertente - racconta la 13enne di Crespina - mi sento anche un sacco di responabilità, perché è una parte importante. Ripeto il monologo tante volte anche a casa perché non voglio fare brutte figure», dice. La processione partirà alle 21.30 e toccherà tutte e tre le stazioni scelte da don Armando Zappolini.
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