Il Tirreno

Pontedera

I sindaci minacciano azioni plateali

Candida Virgone
I sindaci dell’area pisana nel summit di ieri sulla sicurezza
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I sindaci dell’area pisana nel summit di ieri sulla sicurezza

Sicurezza. Un messaggio al ministro Maroni: «Non ci stiamo»

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 PISA. «Non ci stiamo». Lo ha detto il sindaco, ieri pomeriggio, a Palazzo Gambacorti, insieme agli altri primi cittadini e amministratori dei Comuni dell'Area Pisana. Con loro ha inviato un nuovo appello, l'ennesimo, al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, per chiedere un aiuto sulla sicurezza. Le rapine alle farmacie, l'agguato rivelatosi mortale a Franceschi, il ferimento del poliziotto in borghese - per i primi cittadini di Pisa, Cascina, San Giuliano, Calci, Vicopisano e Vecchiano - sono i segnali di una escalation allarmante. Nel mirino degli amministratori la sottostima delle forze dell'ordine in tutta la zona, dove mancano, come hanno più volte denunciato i sindacati della questura, 21 poliziotti. I sindaci questa volta minacciano di mettere in atto iniziative in ogni sede, con gesti visibili e clamorosi, per chiedere un adeguato presidio del territorio. Con Filippeschi, ieri pomeriggio, a Palazzo Gambacorti, c'erano Bruno Possenti, sindaco di Calci, per il Comune di Vecchiano l'assessore Massimiliano Angori, per quello di Cascina l'assessore Alessio Antonelli, e Juri Taglioli, sindaco di Vicopisano. La lettera porta anche la firma del primo cittadino di San Giuliano, Paolo Panattoni.  «Il patto per la sicurezza firmato un anno fa da Maroni - ha detto Filippeschi - vale per tutta l'are pisana, un'area su cui insistono più di trecentomila persone quotidianamente. Lo Stato ha sempre sottovalutato la situazione e ha risposto solo all'interrogazione di Fontanelli senza tener conto della realtà dei numeri. Il Comune ha assunto 10 nuovi vigili urbani e rafforzerà la polizia municipale per l'estate con 10 contratti a tempo determinato. Bisogna intervenire con appropiatezza».  All'ennsima proposta della Lega di far intervenire l'esercito, ha replicato Possenti. «Dove è mai intervenuto in Italia l'esercito - ha detto - e in che modo potrebbe farlo? I militari non sono abilitati alle funzioni di polizia e dovrebbero sempre essere afficiancati a questa. A Pisa ce ne sono tremila: forse bisognerebbe girare gli investimenti da quel settore a quello dell'ordine, dando i rinforzi chiesti e mai ottenuti, diversamente da altre città, come Lucca, Prato o Verona».

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