Finanza
Sulla sicurezza si gioca la campagna elettorale
Paola Silvi
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Sonia AvolioChiesto un aumento delle forze dell'ordine. Avolio: «Campi nomadi da abolire»
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CASCINA. Un mese alle elezioni e la partita per i quattro candidati a sindaco di Cascina si gioca sulla questione sicurezza. La morte dell'imprenditore Mauro Franceschi ha lasciato il segno e la discussione politica s'infiamma. «Ognuno deve fare la propria parte», taglia corto Alessio Antonelli, sostenuto dalla coalizione di centro-sinistra composta dal Pd, Sel, Fds, Idv e Partito Socialista. «Ci sono i diritti da proteggere e tutelare ma prima i doveri da rispettare. I cittadini, le forze dell'ordine e le istituzioni devono lavorare per creare sinergie, relazioni e appoggi reciproci. La sicurezza della città - entra nel merito Antonelli - non va lasciata in balia di momenti di particolare furore ma va coltivata e ben governata». Tranquillità dei cittadini al centro dei pensieri anche di Sonia Avolio, leader della lista civica "Donne di Cascina" che concentra le sue idee in un paio di richieste scottanti e concrete. «Chiediamo un impegno più forte delle forze dell'ordine. Molte zone del nostro territorio - continua Avolio - sono isolate, lasciate sprovviste di controlli e monitoraggi frequenti. Ma non solo. Dopo la soppressione di molti passaggi a livello, la distanza dal centro-città è aumentata e Visignano, la frazione in cui abitava Franceschi, ne è un esempio lampante. Manca l'illuminazione ed il buio contribuisce ad innescare un clima di paura e insicurezza». Collegato alla sicurezza c'è poi il capitolo dei campi nomadi «che vorremmo abolire», aggiunge Avolio. «Non ne capiamo la filosofia né tantomeno la necessità. Se si tratta di integrazione - spiega - dovrebbero adattarsi ai nostri usi e costumi. Lasciare così le baraccopoli e trovare una sistemazione consona. Se invece il nomadismo è così radicato nelle loro tradizioni, i rom dovrebbero sostare qualche giorno nell'area scelta e ripartire. Altrimenti si rischia di cadere in falsi solidarismi e ipocrite accoglienze». Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'opinione di Alberto Rocchi del Terzo Polo. «Vogliamo un Commissariato di Pubblica Sicurezza a Cascina per fronteggiare una situazione - dice - che sta diventando un'emergenza. Dall'alta concentrazione di immigrati a San Frediano, stipati a decine in pochi metri quadrati all'infinità di baracche abusive di nomadi, assistiamo a crimini che restano quasi sempre impuniti. È il momento di finirla. Un mese fa mi hanno rubato in casa e sono frequenti, nella mia ditta, furti di rame. L'obiettivo allora è quello di fare rispettare la legalità, proponendo una ricognizione catastale e presidiando le frazioni. I vigili - conclude - dovrebbero girare armati e controllare».
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