Il Tirreno

Pontedera

Quanti personaggi sono nati a Le Melorie

A.Q.

La storia del locale. Ma i protagonisti erano i giovani in pista

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 PONSACCO. A 16 anni in vacanza a Ibiza. Riccione e i suoi locali come seconda casa. L'Insomnia come progetto di vita. Antonio Velasquez è stato il creatore della Discoacropoli d'Italia con una rete capillare di 60 pr dislocati in tutte le regioni e che fondeva la musica house, suonata da dj che da Ponsacco hanno spiccato il volo, con altre forme d'arte. Come le animazioni teatrali del Principe Maurice, per esempio, unite a cubiste mozzafiato e ballerini marmorei, musicisti live e allestimenti innovativi. Qui sono passati tutti i migliori dj italiani e stranieri. C'è stata qualche starlette come Martina Stella e Manuela Arcuri, fidanzata con lo stesso Velasquez per un anno quando ancora non era diventata una dei sex symbol italiani. Ma quel che ha caratterizzato la storia dell'Insomnia sono stati i giovani che l'hanno frequentata. Coloratissimi e affezionati, provenienti da lontano o da una manciata di chilometri. Una lunga e immancabile fila all'ingresso, la biglietteria e poi la musica che ti entrava subito dentro. C'era il Divine stage, il Patchwork Place e il Penelope, tutte sale che rivivranno il 30 aprile e che con il tempo sono entrate nell'immaginario collettivo come luoghi dove lasciarsi andare e vivere la serata, ridere e scherzare con il gruppo di sempre o conoscere gente nuova e diversa, ma che dentro a quelle mura diventava subito una nuova amicizia. Almeno per una notte. Per molti giovani di un tempo è un piacevole ricordo. Per tanti ragazzini è un mito sentito raccontare dai grandi. «E' un progetto nato a tavolino - ricorda Velasquez che dice di avere 15.500 numeri di telefono - basato sulla capacità dei pr di raccogliere ragazzi, ma soprattutto sulla qualità dello spettacolo offerto. Il periodo era quello propizio per un idea a cui avevo lavorato per anni e anni, frequentando i migliori locali e studiando un progetto da fare nella mia terra. Ma credo che l'Insomnia sia andata oltre, creando un suo personale genere di discoteca che ha fatto scuola. L'Insomnia ha espresso teatro che interagiva con la discoteca, creando il cosiddetto Teatro shock, musicisti con il dj, dando vita a una sperimentazione musicale come nessuno aveva mai fatto».  E' finito tutto nel 2003, quando la scena della vita notturna era già in cambiamento, con le presenze che diminuivano, i problemi di ordine pubblico che aumentavano e «il numero di ragazzi intenzionati a studiare il look con cui presentarsi all'ingresso il sabato sera che era sempre meno», come spiegato dallo stesso Antonio. In questi ultimi anni il locale ha preso il nome di Dress Code, con alterne fortune e una crescente difficoltà nel ripercorre i fasti di un tempo dovuti anche all'inevitabile crescita edilizia tutta intorno. Tanto che la proprietà, a detta di Velasquez, avrebbe deciso di riconsegnare le licenze all'amministrazione comunale, ma non prima di un ultima, memorabile serata, che sarà comunque sorvegliata e protetta da 80 uomini della sicurezza. Quella del 30 aprile, giorno in cui, come recita un volantino pubblicitario dell'evento, «il locale chiuderà per sempre...e questo sarà il nostro addio».

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