Sicurezza
Papa Wojtyla sulle tracce di S. Lino
Edoardo Falconi, 3ª A
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Un momento della visita che Papa Karol Wojtyla effettuò nella città di Volterra Il volterrano che guidò la Chiesa subito dopo Pietro
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PONTEDERA. La mia terra. In molti la definiscono, senza esagerare, una delle zone più belle al mondo: è la provincia di Pisa, il cui territorio è davvero un mix di storia e bellezze paesaggistiche che ha pochi eguali sulla Terra. Fin dall'antichità il popolo etrusco, che viveva in queste terre, era una tra le civiltà più sviluppate, a fianco dei giganti ellenici e romani. Non a caso una delle tecniche architettoniche più usate dagli antichi romani era l'arco, inventato proprio dagli etruschi, uno dei quali è ben conservato a Volterra. E proprio Volterra fu di grande importanza anche per la nascita dell'altro grande fattore della cultura italiana insieme all'impero romano: la Chiesa cattolica. Infatti Lino, il secondo papa, cioè il successore dell'apostolo Pietro, era originario di Volterra. Il suo pontificato si ritiene sia durato circa dodici anni (67-76 d.C.) e proprio durante questo papato egli assistette all'incendio di Roma nel 64 d.C. e alla distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d.C. Lino ricoprì un ruolo molto importante nella Chiesa cristiana che stava nascendo. Egli entrò in contatto e lavorò a fianco delle due più grandi figure della Chiesa degli albori: Pietro e Paolo. Si ritiene che egli sia menzionato anche nella seconda lettera di Paolo di Tarso a Timoteo e inoltre fu seppellito a fianco del suo predecessore, l'apostolo Pietro. A Volterra, invece, fu edificata una chiesa nel luogo dove si riteneva sorgesse la casa di Lino. La nascita di san Lino, consentì al vescovo di Volterra, fino al 1985 di indossare il pallio, quella speciale stola ricamata fatta di lana di agnello che indossano solo cardinali e papa. L'importanza di san Lino venne ricordata anche da papa Paolo VI nell'udienza del 24 settembre 1964 salutando un gruppo proveniente dalla città etrusca. E per rendere omaggio alla terra di Lino, Giovanni Paolo II compì un viaggio in terra pisana, in particolare a Volterra, il 23 settembre 1989, incontrando, oltre ai fedeli in piazza Priori, i detenuti del Maschio. Nell'ottobre 2001, quando ormai il male aveva preso possesso del papa prossimamente beato, nel corso di un incontro gli ricordai di Volterra e Giovanni Paolo II fece un cenno e un commento come a ricordare egli stesso la visita.
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