Attenzione
La rotatoria in questione è a carico dei Comuni, che però non possono spendere i soldi per il Patto di stabilità
Nuova Bretella a mezzo servizio
Giacomo Pelfer
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Alcuni scorci della nuova Bretella del Cuoio che dovrebbe essere aperta, dopo anni di ritardi, entro la fine dellestate; in basso a destra i sindaci Ciaponi e Marvogli Sarà aperta entro l'estate, ma mancherà l'uscita intermedia per le zone industriali
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SANTA CROCE. Entro la fine dell'estate, assicurano dalla Provincia, viaggeremo sulla Bretella del Cuoio, la nuova arteria attesa da più di trent'anni che collega l'uscita Fi-Pi-Li di Santa Croce e Ponte a Egola con la provinciale Francesca Bis. Ma sarà una Bretella a mezzo servizio, incompleta. Si dovrà attendere ancora, infatti, prima di veder realizzata l'uscita intermedia, con il collegamento diretto alle zone industriali di Castelfranco e Santa Croce. Un'opera da 740mila euro, a carico esclusivo dei due Comuni, destinata a rimanere bloccata per il rispetto del Patto di stabilità. I due sindaci, Umberto Marvogli e Osvaldo Ciaponi, non fanno mistero delle difficoltà: «Sicuramente - dicono - quando la Bretella sarà inaugurata l'uscita non esiterà ancora». La Provincia di Pisa, con quasi tre anni di ritardo rispetto alla tabella di marcia annunciata nel 2006, sta portando a termine il completamento dell'asta principale: circa 4 chilometri di lunghezza, con un investimento superiore ai 24 milioni, tra la rotatoria dell'interporto di San Donato e la nuova rotatoria sulla provinciale 66 Francesca Bis. La strada dovrebbe essere aperta al traffico entro l'estate, ma sarà percorribile solo per intero, dall'inizio alla fine, senza uscite intermedie. L'apertura alleggerirà sicuramente il traffico sulle altre strade, ma non sarà una bella comodità per chi deve raggiungere le aziende di Santa Croce e Castelfranco. Nel progetto, infatti, fu aggiunta in un secondo momento la realizzazione di una rotatoria intermedia, a metà del tratto pianeggiante della strada. Dalla rotatoria si staccheranno due braccia: una verso Santa Croce, fino a via Sant'Andrea, l'altra verso Castelfranco fino a via della Confina. L'opera, stimata in circa 740mila euro (espropri compresi), sarà divisa equamente tra i due Comuni, che dovranno però fare i conti con il tetto di spesa imposto dal Patto di stabilità. «Il progetto è pronto, i soldi ci sono tutti - spiega il sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi -, ma il Patto di stabilità non ci permette di pagare gli importi necessari. Nel 2011, in base ai calcoli complicatissimi stabiliti dal Patto, non potremo spendere più di 346mila euro in opere pubbliche. Faremo tutto il possibile per realizzare l'opera in tempi rapidi, cercando strade alternative, ma sicuramente non sarà facile». «Prima di realizzare il progetto - aggiunge il sindaco di Castelfranco Umberto Marvogli - dobbiamo sottoscrivere un accordo con Santa Croce per espropriare alcuni terreni nel loro territorio. Un accordo che si farà appena possibile. È un'opera che sta molto a cuore ai nostri imprenditori, che si stanno interessando al problema: l'uscita intermedia garantirà movimenti più rapidi e più comodi per le nostre aziende. L'ostacolo principale è senza dubbio il Patto di stabilità: solo il nostro Comune ha più di 3 milioni di opere pubbliche già finanziate ma che non possiamo realizzare. In questo momento stiamo studiando altre forme di finanziamento, ma dobbiamo verificare se sono compatibili con le normative. Abbiamo già avuto un contatto anche con l'assessore regionale alle infrastrutture Luca Ceccobao».
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