Attenzione
Servirà per raffreddare i reattori. Lad: serviamo l80% degli impianti nucleari del mondo
In volo il boro della speranza
Andreas Quirici
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LIMBARCO Il boro che viene caricato sullaereo Dalla Società Chimica nuovo carico alla centrale di Fukushima
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LARDERELLO. Quattro tonnellate di acido borico sono partite ieri dalla Scl alla volta del Giappone. Il prodotto viene utilizzato per raffreddare i reattori nucleari della centrale giapponese di Fukushima, falcidiata dal terremoto e dallo tsunami di un mese fa. L'acido borico di Scl è stato imbustato in buste di plastica da 25 chili l'una e spedito via aerea da Pisa per consentire un tempo di consegna veloce, rispetto al mese che normalmente serve per il trasporto via mare. La Società chimica Larderello è l'unica azienda straniera certificata dall'agenzia nucleare di Tokyo per la fornitura del prezioso materiale dopo la catastrofe che ha paralizzato l'industria interna del boro. Nelle scorse settimane sono state inviate 30 tonnellate di acido borico da Larderello, mentre nei prossimi giorni ne partiranno altre 20. «Scl rifornisce l'80% delle centrali nucleari nel mondo - spiega Paolo Bonini, amministratore delegato dell'azienda - escluse quelle di Russia e Cina. Finora erano stati proprio i nostri clienti ad aiutare il sito di Fukushima, fornendo l'acido borico che noi produciamo. Le loro scorte, però stanno finendo e siamo stati chiamati a inviare direttamente al Giappone la sostanza che attrae neutroni senza diventare radioattiva. Nel caso di Fukushima viene immesso nell'acqua pompata per raffreddare i reattori. In generale, senza l'acido borico non è possibile mettere in manutenzione e far ripartire una centrale nucleare. Serve un prodotto ad alta purezza e in tutto il mondo siamo in 2 a realizzarlo con queste caratteristiche particolari». Gli stessi clienti della società pisana di Stati Uniti, Francia e Nord Corea hanno chiesto forniture di acido borico. Questo ha fatto sì che nell'ultimo mese e mezzo Scl abbia spedito 200 tonnellate del materiale nel mondo. «Abbiamo la produzione occupata fino a giugno proprio per far fronte a queste emergenza». Soddisfazione anche dalla Provincia di Pisa: «L'azienda comunque non dimentichi di rispettare gli accordi del maggio 2010 sulle tematiche ambientali e le prospettive dei livelli occupazionali».
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