Il Tirreno

Pontedera

Il patron del Lecce vuole la Salina

Andreas Quirici
Il patron del Lecce vuole la Salina

Cambio di proprietà in vista, ma ancora manca il piano industriale

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 SALINE. Calcio e sale. Da una parte quello a undici, dall'altra il composto chimico di Saline che sembra sempre più far gola al patron del Lecce calcio Giovanni Semeraro. All'orizzonte dell'azienda, infatti, c'è un cambio di proprietà. Si tratta di uno degli argomenti caldi di questi giorni su Atisale proprio per il cambio al timone di Salapia, la società che detiene il 100% di Atisale.  Nell'operazione sarebbe implicato il senatore del Pdl Eusebio Dalì, proprietario della Salina di Trapani, diretta concorrente di quella di Saline di Volterra. Nella partita ci sarebbe anche il presidente del Lecce calcio Semeraro che, nei giorni scorsi, ha dichiarato di voler investire nel sale, riferendosi proprio ad Atisale. L'acquisizione sarebbe già cosa fatta e adesso ci sarà da capire cosa accadrà di Saline di Volterra, ma soprattutto le intenzioni del nuovo gruppo rispetto al sale puro al 99% che esce dalle miniere della Valdicecina. Nei prossimi giorni era in programma un incontro fra azienda e Regione Toscana proprio per intavolare il discorso sul piano industriale di Atisale.  «Stiamo riorganizzando lo stabilimento Atisale di Saline di Volterra, perché crediamo molto nel prodotto realizzato in Valdicecina e perché vogliamo rilanciare la fabbrica». Così il consulente di Atisale Antonio Laguercio Polosa, presente all'incontro dell'altro giorno con l'assessore provinciale al lavoro Anna Romei, le Rsu e i segretari di categoria. Una notizia che non sostituisce il tanto invocato piano industriale, ma che rappresenta comunque un segnale importante sul futuro dello stabilimento. Da qualche mese, infatti, si stanno rincorrendo voci su una possibile cessione del sito di Saline di Volterra. Rumor smentito dalle parole del professionista che, nell'incontro avuto nella sede della Provincia di Pisa, ha ribadito la necessità di riorganizzare il personale, provando a sostenere la tesi degli esuberi. I cinque in cassa integrazione straordinaria, nelle intenzioni dell'azienda, sarebbero dovuti essere licenziati. I sindacati, ovviamente, si sono opposti a questa soluzione, indicando la necessità di trovare una soluzione alternativa per sostenere il reddito dei lavoratori implicati in questa vertenza (cinque, di cui quattro donne). L'assessore Romei ha mediato fra le parti ipotizzando un periodo di cassa straordinaria in deroga, puntando sul sostegno al reddito, ma soprattutto a un percorso di formazione e riqualificazione professionale dei dipendenti. Il prossimo 27 aprile le parti torneranno a incontrarsi per proseguire la discussione sulla cassa integrazione in scadenza il 4 maggio.

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