Il Tirreno

Pontedera

Cena e foto-ricordo per l'addio

Due momenti della cena organizzata a Capanne per salutare i profughi tunisini
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Due momenti della cena organizzata a Capanne per salutare i profughi tunisini

Diocesi, Comune e volontariato hanno salutato i migranti tunisini

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 MONTOPOLI. Foto ricordo e una cena sociale per salutare i tunisini che sono stati ospiti dell'Oasi della Madonnina del Buon Viaggio a Capanne nel comune di Montopoli Valdarno. Ormai, i migranti hanno ottenuto il permesso di soggiorno temporaneo e possono lasciare la struttura di accoglienza che era stata messa a disposizione dal vescovo di San Miniato. L'edificio deve chiudere al più presto e non potrà essere usato per iniziative analoghe in quanto avrebbe bisogno di interventi di ristrutturazione. Comunque in queste settimane è stato una casa molto accogliente per i migranti; gli ospiti hanno legato con i paesani e i volontari della protezione civile e della Caritas che li hanno seguiti in questo percorso. Partite a calcio e biliardino sono state compagne inseparabili dei giorni trascorsi in attesa del permesso di soggiorno. E proprio l'altra sera, poche ore prima della cena di saluto organizzata alla Pubblica Assistenza di Montopoli alla presenza del sindaco, Alessandra Vivaldi, l'arrivo di alcune pattuglie di polizia municipale e carabinieri ha messo in allarme gli abitanti di Capanne. «Niente di grave, sono giovani», è stato poi spiegato. In effetti, durante una partita a calcio, gli animi si erano surriscaldati fin troppo. Ma la situazione è tornata alla normalità e poco dopo i migranti erano a cena allo stesso tavolo nella sede dell'associazione.  Ieri - lo sciopero dei treni dei giorni scorsi avrebbe ostacolato la partenza di alcuni tunisini - i primi migranti hanno lasciato Capanne. «I primi a partire - spiega il sindaco - andranno a Perugia e Padova, dove hanno parenti. Uno vorrebbe andare in Svezia, i più pensano di andare in Francia». Così almeno dicono. Ma le certezze sono poche. Stamani in Regione ci sarà una riunione per fare il punto sui centri d'accoglienza termporanei e capire quali resteranno aperti.  L'esperienza di Capanne è stata possibile, oltre alla disponibilità della diocesi, anche per il lavoro della protezione civile comunale, coordinata dalla Pubblica Assistenza (il presidente è Salvatore Bello), in collaborazione con Misericordia e Croce Rossa e un'associazione che si è occupata della mediazione linguistica.  La cena è stata l'occasione per i saluti, alla presenza del parroco don Fabrizio Orsini e di altri religiosi. Le volontarie della Caritas hanno seguito giorno dopo giorno i migranti. Sono nate amicizie. Come quella per Franco Ceccatelli, un volontario della Pubblica Assistenza. «È stato un padre, un amico, il dottore - raccontano gli ospiti - era sempre pronto a darci una mano». «Un'esperienza bellissima, da ripetere», secondo il presidente dell'Assistenza che ringrazia quanti hanno collaborato. Se tra gli ospiti molti pensano ad andare via c'è anche chi vorrebbe restare. «Il problema però è il lavoro e capire dove potranno vivere», spiega il sindaco. S.C.

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