Il Tirreno

Pontedera

L'agnello salvato dall'estinzione

L’agnello pomarancino
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L’agnello pomarancino

La razza pomarancina valorizzata grazie al Consorzio che la rilancia Ora le carni si trovano anche nei punti "Campagna amica"

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 POMARANCE. Ha rischiato di finire sulle pagine dei libri degli animali estinti insieme ai dinosauri ma con tenacia e piccoli investimenti da parte degli allevatori che hanno dato vita anche ad un Consorzio per valorizzare e promuovere le sue carni e i suoi prodotti, l'agnello di Pomarance sarà ancora una delle immancabili portate della prossima Pasqua. Ma che fatica. Oggi le sue carni pregiate, morbide e saporite, tracciate da un rigoroso disciplinare le troviamo, insieme agli insaccati e ai sughi pronti, all'Unicoop Firenze, in macellerie come quella di Nicola Ribechini a Pomarance e Enrico Pieretti a Serrazzano, e nei ristoranti della Valdicecina (Osteria Del Pinzagrilli, Ristorante Mocaio, Don Beta, Osteria Il Ghiotto, Arnolfo, Albergaccio, Emporio del Gusto), e presto, anche nei punti di vendita diretta e nei mercati di Campagna Amica promossi da Coldiretti (info su www.pisa.coldiretti.it). Spettacolare fritto, con una leggera impanatura, le massai di pomarance lo servono anche al carpaccio e sotto forma di porchetta. Lo preferiscono chiamare "agnello porchettato".  Dopo aver sfiorato la soglia minima negli anni'90 con 500 esemplari, oggi l'agnello di Pomarance, che deriva dalle popolazioni di ceppo appenninico, è tornato a dominare i pascoli della Valdicecina dove pascolano all'aperto, tra verdi e curati campi, oltre 2 mila capi. Una popolazione finalmente numerosa formata da piccoli, spesso piccolissimi greggi con 30-40 capi allevati da una trentina di imprenditori agricoli che al fianco della attività ortofrutticola, continuano ad allevare gli agnelli. «Non potremo sopravvivere solo con la carne di agnello - ammette Luigi Piccicuto, uno dei fondatori e Presidente del Consorzio dell'Agnello Pomarancino - ma negli ultimi anni, da quando è nato il consorzio, nel 2008, le cose sono molto migliorate. Le aziende iscritte, undici ad oggi, ben 7 guidate da allevatrici, hanno capito che era l'unico modo per intercettare canali commerciali importanti, come per l'esempio l'Unicoop, e hanno aderito al disciplinare. L'unico modo per evitare l'estinzione è dare l'opportunità alle aziende di avere un allevamento che produce reddito attraverso la vendita della carne e dei prodotti come gli insaccati, i sughi per in condimento della pasta e i paté per l'aperitivo».

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