Gioco
Scontro aperto sul faro votivo
Giacomo Pelfer
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La Rocca, simbolo di San Miniato La replica alla petizione per il ripristino: «Buffonata in salsa fascista»
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SAN MINIATO. I Comunisti Uniti all'attacco di "Maglietta", al secolo Mario Rossi, personaggio notissimo di San Miniato con un passato di consigliere comunale nei Comunisti Italiani. Al centro del contendere c'è l'ormai noto faro votivo che Rossi propone di riportare sulla cima della Rocca. Una "buffonata in salsa fascista" secondo Fabio Corsi dei Comunisti Uniti. Corsi si dichiara assolutamente contrario alla proposta e intima a Rossi o a chi per lui a non utilizzare etichette di partito per sostenere l'iniziativa. Un'idea che Rossi sta portando avanti proprio in questi giorni, attraverso una raccolta firme che in poche settimane avrebbe già raccolto oltre 400 adesioni. «Si deve tenere la politica lontana dal faro - aveva detto Rossi pochi giorni fa -. Il nostro intento non è quello di esaltare il periodo fascista: il faro sarebbe un omaggio ai caduti di tutte le guerre e un segnale di attrazione per i turisti». Ma la petizione scatena le proteste del consigliere Corsi, che non esclude qualunque azione contro i suoi promotori. «Ci è giunta voce - dice - che alcuni personaggi girano per San Miniato chiedendo alla gente di firmare una petizione per il ripristino del faro votivo fascista, spacciandosi come esponenti in qualche modo vicini al partito di Rifondazione Comunista, al partito dei Comunisti Italiani o al gruppo dei Comunisti Uniti. Vogliamo chiarire che queste persone, invece, nulla hanno a che fare con noi, e che la nostra posizione è di assoluta contrarietà a questa iniziativa, peraltro sempre osteggiata dalle giunte di sinistra. Noi il faro fascista non lo vogliamo. Pensiamo oltretutto che non una lira vada destinata a tali buffonate e che i soldi dei cittadini vadano spesi con criterio, destinandoli alle fasce più deboli, alle scuole e agli asili. Intimiamo perciò ai suddetti personaggi di cessare immediatamente di millantare collegamenti con quei partiti».
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