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IL SINDACO

«Ora il governo si impegni»

«Ora il governo si impegni»

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 CASCINA. «Siamo profondamente colpiti da questa tragedia. Non è facile fare commenti, è un fatto anomalo per la nostra comunità: una rapina che si conclude con una persona morta. È drammatico, mi auguro che le forze dell'ordine facciano luce quanto prima su quello che è accaduto e individuino i colpevoli».  Moreno Franceschini, sindaco di Cascina (nella foto a destra, con Marcello Franceschi, fratello della vittima) secondo comune della provincia per numero di abitanti, conosceva bene l'imprenditore morto, così come il fratello Marcello, che è stato per anni dipendente della polizia municipale prima di dedicarsi alle attività di famiglia. Ieri Franceschini si è messo in contatto con i familiari della vittima. Visignano, così come Cascina, sono sotto choc per la morte dell'imprenditore. «Siamo vicini a questa famiglia - ha aggiunto il primo cittadino - ai figli e alla moglie giuntano le mie condoglianze anche a nome dell'amministrazione comunale».  «E' un fatto orribile che lascia sgomenti e che tocca profondamente la nostra comunità. La tragedia di Visignano di Cascina chiama il Governo alle sue responsabilità. E' chiaro che c'è assoluto bisogno di un reintegro degli organici carenti, a partire da quelli della Polizia di Stato»: il sindaco di pisa Marco Filippeschi così ha commentato la notizia della rapina che si è conclusa con un morto.  «Il Governo, interrogato nell'Aula della Camera dei Deputati, ha riconosciuto che a Pisa mancano ventuno poliziotti: è stata un'ammissione grave - ha aggiunto Filippeschi rivolgendo le condoglianze alla famiglia - alla quale deve corrispondere l'impegno concreto per un rafforzamento, così come si è fatto per altre province. Se ciò non avverrà i rappresentanti della nostra comunità, sindaci in testa, assumeranno iniziative in ogni sede e faranno gesti visibili e clamorosi per chiedere un adeguato presidio del territorio».  Anche Michelangelo Betti, segretario del Pd, esprime le condoglianze ai Franceschi.  «Da molti anni il nostro partito lavora con l'azienda di cui Mauro è titolare. Un rapporto di collaborazione che ci ha portato a conoscere bene lui e i suoi familiari. La sua morte ci colpisce ed è un dolore che si estende a un'intera comunità. Il rispetto per la scomparsa imporrebbe il silenzio, ma, per come è arrivata, la morte di Mauro non può che portare a una riflessione sulla nostra sicurezza, sulla sicurezza delle nostre famiglie. L'impegno degli enti locali è forte e il Comune, l'istituzione più vicina ai cittadini, è sempre in prima linea. Purtroppo i tagli imposti dal governo a polizia, carabinieri e altre forze armate rendono più difficile la tenuta di un sistema di sicurezza», afferma Betti, auspicando l'impiego di maggiori risorse in questo settore devono aumentare.

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