Attenzione
«Abbiamo sentito tante sirene»
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Parenti e amici allingresso della villa e in basso a sinistra Enrico Raglianti un vicino Dramma a Visignano. Parlano i vicini dell'imprenditore ucciso dalla rapina
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CASCINA. La telefonata al 118 di Pisa, nella centrale all'ospedale Lotti di Pontedera, arriva tre minuti prima dell'una di notte. «C'è stata una rapina, venite», chiede Massimiliano Franceschi, 30 anni, di Visignano. La voce è agitata, sta cercando aiuto per il padre che è agonizzante davanti ai suoi occhi. L'operatore del 118 d'istinto gli chiede di chiamare il 112, i carabinieri. Pensava a una di quelle chiamate che per sbaglio arrivano al 118 convinti di chiamare le forze dell'ordine. «No, venite - questo il senso - mio padre sta male, siamo legati». Cinque rapinatori hanno appena lasciato via Rocchi a Visignano, la palazzina (all'ingresso del cancello una targa in ceramica con una rosa) dove Mauro Franceschi, 61 anni compiuti un mese fa, abita con la moglie Graziella, il figlio Massimiliano e l'anziana nonna, Bianca, invalida. A quel punto i malviventi sono già in fuga, forse su due auto che sono state viste allontanarsi verso la Tosco Romagnola e Pisa, con circa settantamila euro prelevati dalla cassaforte dell'imprenditore aggredito e minacciato con una pistola. Pochi minuti dopo si accedono i riflettori sulla villetta dove ieri gli agenti della Mobile della questura di Pisa sono rimasti per tutto il giorno. Intervengono ambulanze, polizia di Pisa, carabinieri di Navacchio. E i primi vicini di casa, richiamati da sirene e lampeggianti escono per strada, cercano di capire. «Ci siamo resi conto di quello che era successo poco dopo - dice Enrico Raglianti, un pensionato - siamo sconvolti, siamo vicini di casa da più di trent'anni. L'hanno davvero sistemato... poveretto». A mano a mano che la notizia si diffonde accorrono parenti e amici per stringersi intorno alla vedova e ai figli. «Li hanno aggrediti e poi il figlio è riuscito a dare l'allarme - racconta uno zio davanti a microfoni e telecamere - Mauro è morto poco dopo». In paese la gente ha paura. Furti ce ne sono stati tanti, nessuno arrivato a queste conseguenze. «Un anno fa i Franceschi avevano subito un tentato furto - racconta Stefano, amico di Massimiliano - è una zona tranquilla, nessuno immaginava che potesse accadere un fatto così grave. Questo dimostra che bisogna andare a in giro armati come i carabinieri, questi malviventi sono pronti a tutto anche per due soldi». In molti ora hanno paura. «C'è da avere paura - continua Stefano, 32 anni, disoccupato - lo dico con convinzione, ci vuole la pistola in tasca. Ci si difende, poi se ne ragiona...». Sabrina Chiellini ALTRI SERVIZI A PAGINA 3
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