Il Tirreno

Pontedera

Una parte degli investimenti (11 milioni di euro complessivi) è pensata proprio per questo progetto

Sulle Fiat la plastica della Revet

Filippo Bernardeschi
<b>VETRO E PLASTICA</b> L&#146;interno della sede della Revet a Gello di Pontedera
◗
VETRO E PLASTICA L’interno della sede della Revet a Gello di Pontedera

Prove d'accordo tra l'azienda di Gello e la fabbrica torinese

2 MINUTI DI LETTURA





 PONTEDERA. Prove di accordo fra Revet e Fiat. La società leader in Toscana nel riciclo di vetro e plastiche sta cercando di realizzare un sistema per la produzione di componenti da vendere all'azienda automobilistica italiana.  Si tratta di una collaborazione che ancora è in una fase embrionale. Ma un giorno, come conseguenza della raccolta differenziata, potrebbero circolare auto prodotte grazie all'utilizzo di rifiuti differenziati e riciclati.  In gioco ci sono 11 milioni di euro, soldi che Revet investirà negli impianti di selezione delle plastiche e per la lavorazione dei rifiuti: parte dell'investitimento è pensata proprio in vista di un possibile accordo con Fiat.  «L'azienda ci fornirà le specifiche dei suoi prodotti - spiega Valerio Caramassi, amministratore delegato di Revet - affinché la nostra società possa analizzarle e farsi un'idea delle possibilità di produzione». La stessa cosa accade con Piaggio, per la quale Revet produce da tempo componenti per Vespa ed Mp3. «Nonostante gli scetticismi abbiamo raggiunto buoni risultati nel giro di un anno - specifica Caramassi - molti pensavano che dai rifiuti trattati non fosse possibile ottenere componenti significative, ma abbiamo dimostrato il contrario». Per dirla in altri termini, da un sacchetto di lattine, bottiglie di plastica e tetrapack, è possibile derivare controscudi, parafanghi, sottosella e - forse - anche bauletti (per questi ultimi è in corso una ricerca).  L'avventura ecologica con Fiat palpita di potenzialità e opportunità, ma non sarebbe priva di complicanze. Una è quella dei volumi: «Per Fiat sono molto elevati: sarebbe un grande traguardo riuscire a produrre due o tre particolari - afferma Caramassi. - La cosa avrebbe un valore sia dal punto di vista pedagogico, perché sarebbe un'esperienza inedita, sia da quello economico». Altro problema è rappresentato dal mercato: inserirsi non sarà facile, gli accordi, nel caso in cui questo primo contatto dovesse consolidarsi, dovranno essere pianificati accuratamente.  Un altro investimento, infine, riguarda un protocollo fra la Revet, la Regione Toscana, il Corepla e il Coreve, per un investimento pari a trecentomila euro, a finanziare la ricerca nel campo del riutilizzo di plastiche e del vetro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa