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Un freno ai contratti atipici scontro sul contratto dei conciari
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SANTA CROCE. Ancora nessuno sviluppo nella vertenza per il rinnovo del contratto dei lavoratori conciari, scaduto dal 31 ottobre. Situazione congelata, nonostante gli appelli politici e la giornata di mobilitazione a Lineapelle.
A tenere distanti sindacati e imprenditori, almeno in Toscana, sembra essere soprattutto la questione della flessibilità, con il tetto del 23% proposto dai sindacati per i contratti atipici. Un limite all'impiego di manodopera a tempo o interinale, già sottoscritto dai contoterzisti, ma che i conciatori considerano come un freno inaccettabile per tenere il passo di un mercato incostante, con ordinativi che richiedono l'incremento di manodopera per periodi limitati. Completamente diversa, invece, la situazione nel distretto veneto di Arzignano, dove gli imprenditori punterebbero soprattutto ad eliminare la retribuzione dei primi tre giorni di malattia. Questione che interesserebbe molto poco alle aziende del distretto toscano, dove la percentuale di assenteismo per malattia è estremamente più bassa di quella veneta. Esigenze diverse, quindi, che tengono bloccata la situazione, mettendo in dubbio per qualcuno l'utilità del contratto nazionale a vantaggio di una contrattazione di distretto.
A tenere distanti sindacati e imprenditori, almeno in Toscana, sembra essere soprattutto la questione della flessibilità, con il tetto del 23% proposto dai sindacati per i contratti atipici. Un limite all'impiego di manodopera a tempo o interinale, già sottoscritto dai contoterzisti, ma che i conciatori considerano come un freno inaccettabile per tenere il passo di un mercato incostante, con ordinativi che richiedono l'incremento di manodopera per periodi limitati. Completamente diversa, invece, la situazione nel distretto veneto di Arzignano, dove gli imprenditori punterebbero soprattutto ad eliminare la retribuzione dei primi tre giorni di malattia. Questione che interesserebbe molto poco alle aziende del distretto toscano, dove la percentuale di assenteismo per malattia è estremamente più bassa di quella veneta. Esigenze diverse, quindi, che tengono bloccata la situazione, mettendo in dubbio per qualcuno l'utilità del contratto nazionale a vantaggio di una contrattazione di distretto.
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