La manifestazione
Foto e diario di bordo: gli studenti del Fermi di Pontedera durante lo scambio con i ragazzi di Parigi
Qui Vespa, Torre Eiffel mi senti
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PONTEDERA. Pontedera-Parigi, andata e ritorno. 15 giorni di gita d'istruzione raccontata dalla quarta CG dell'istituto Enrico Fermi. Che con foto, pagine di diario e immagini della città partecipano a "Cronisti fuori classe". Raccontano la loro esperienza nata da un progetto della Regione Toscana incentrato sulle architetture in acciaio. Una panoramica della città della Vespa a confronto con la capitale francese. Un modo di fare scuola, tutto italiano, e un altro metodo "più pratico, più concreto, basato sui laboratori e stage - sottolineano gli studenti - che caratterizza l'educazione didattica parigina". La mattina i ragazzi pontederesi frequentavano le lezioni in aula, il pomeriggio partecipavano ai vari corsi di tubazione, costruzione, piastrellistica e acciaio appunto. «Sono state due settimae bellissime - dicono all'unisono Marco Matteoli e Matteo Belei - che ci hanno consentito di riflettere anche sul nostro territorio». Uno spaccato del luogo dove vivono descritto ai francesi. Dalla Piaggio al villaggio scolastico, dal muro di Baj alle verdi colline circostanti. «L'idea era quella di approfondire la nostra città e la nostra provincia - spiega Eugenio Gottardo - e abbiamo deciso di creare una sorta di galleria, di power-point, che offrisse delucidazioni e immagini di angoli significativi». Ma se gli studenti d'Oltralpe hanno goduto degli scorci pontederesi, pure gli alunni nostrani hanno apprezzato Parigi. «Ci troviamo - scrive Gabriel De Santis nel suo diario di bordo - con i professori francesi che ci conducono a vedere il Grand Palais e il Petit Palais con colonne titaniche e maestosi portoni d'oro. Siamo vicino al fiume Senna. Da qui riusciamo ad intravedere la Dama di ferroe il magnifico ponte di Alessandro III con statue placcate in oro. Ci avviamo verso un altro ponte meno magnifico ma altrettanto speciale, quello che porta ai giardini del Louvre, immensi... Qui tutto è troppo immenso e io mi sento tanto piccolo...». E così tra serate con i nuovi amici francesi, avventure dietro i banchi e visite culturali, i giorni passano veloci. «E' già finito - si legge nelle ultime righe del diario - ma in fin dei conti nessun rimpianto. Non potrebbe essere andata meglio di così». P.S.
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