Finanza
La solidarietà a colpi di scherma
Nicolò Colombini
Una manifestazione per raccogliere soldi e fare adozioni a distanza Sabato e domenica al Gs Bellaria lo sport aiuta i bimbi in difficoltà
2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Sono oltre cento i ragazzi già iscritti all'ottava edizione del trofeo di scherma "Città di Pontedera" in programma sabato e domenica presso gli impianti di viale Europa del Gs Bellaria Cappuccini: una manifestazione che si ripete anno dopo anno, coinvolgendo genitori e figli in una due giorni di sport e solidarietà. L'iniziativa è stata presentata ufficialmente nella sala del consiglio comunale, alla presenza dell'assessore allo sport Matteo Franconi, del direttore sportivo del Club Scherma Valdera Pontedera Carlo Macchi e della responsabile della sezione soci Coop Valdera Marinella Volpi. «Si tratta di una opportunità importante per ragazzi e bambini di conciliare due aspetti che fortunatamente sempre più spesso si sostengono a vicenda. L'attività sportiva, in questo caso la scherma, e l'associazionismo e le iniziative solidali, in questo caso "Il cuore si scioglie" in collaborazione con la Coop, ricoprono un ruolo importante nella crescita e nello sviluppo dei ragazzi». Alla manifestazione, che si terrà sabato pomeriggio a partire dalle 16 e per tutta la giornata di domenica a partire dalle 9, parteciperanno sia ragazzi che bambini ai primi assalti, naturalmente affiancati da tecnici esperti, e le loro quote di partecipazione saranno destinate direttamente alle adozioni a distanza curate dalla locale sezione Coop. «Sarà una manifestazione sportiva, non una gara - spiegano Macchi e Volpi - non ci saranno eliminazioni, e tutti i ragazzi saranno premiati. Il Club Scherma Valdera in questi anni sta raccogliendo grandi risultati, sia con i giovani che con i master, e queste iniziative contribuiscono a dare visibilità a uno sport in crescita ma purtroppo ancora poco popolare. Portiamo avanti tante iniziative con valore sociale, come quella in collaborazione con il reparto di salute mentale dell'ospedale, proprio perché queste esperienze, oltre all'attività fisica, devono dare la possibilità ai ragazzi di riflettere, e di capire come rendersi utili verso le persone in difficoltà».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
