Il dolore
Guerra di campanili per la sede
Andreas Quirici
Volterra vorrebbe scippare a Pomarance "la casa" dell'Unione dei Comuni che verrà
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POMARANCE. Non è ancora nata ufficialmente, ma l'Unione dei Comuni della Valdicecina sta già producendo i primi dissapori fra amministratori. Campanilismi vecchi come le pietre di molte cittadine e paesi della zona che anche quando si parla della sede del nuovo ente riemergono come se non fossero mai stati abbattuti. Il sindaco di Volterra Marco Buselli parla di "passaggio delicato", riferendosi a quello fra la Comunità Montana e, appunto, l'Unione dei Comuni. Poi spiega che «non basterà cambiare la targa, perché le implicazioni sono molteplici e articolate». Buselli si riferisce ai servizi associati che dalle amministrazioni comunali passerebbero all'Unione, con l'implicazione «di un ragionamento serio e concertato tra le forze politiche e tra i Comuni, persino sulla sede da individuare». In soldoni: la Comunità Montana ha una sede che occupa un palazzo a Pomarance, mentre Volterra vorrebbe per sé gli uffici dove ospitare la nuova realtà istituzionale. Da quel che è emerso, si tratterebbe di una questione geografica (Pomarance è più vicina al resto della Valdicecina) per chi non vorrebbe apportare modifiche all'attuale situazione, mentre chi spinge a spostare tutto a Volterra avrebbe obiettivi di prestigio e in linea con le altre Unioni dei Comuni toscane e italiane. Volterra, di fatto, è una sorta di capoluogo per il territorio, ma Pomarance ha già tutto per ospitare la nuova sede. Basterebbe cambiare la già citata "targa" e senza spendere un euro ogni cosa potrebbe proseguire come sempre. Il tutto, nel pieno spirito di fare economia e ottimizzare le risorse, migliorando magari anche la qualità dei servizi con cui questo passaggio è stato ideato dal Governo e rafforzato dalla Regione Toscana. La mattina del prossimo 22 aprile gli amministratori della Comunità Montana incontreranno esponenti di Uncem, in modo da capire quali passaggi serviranno per ultimare la trasformazione. Nel pomeriggio, poi, ci sarà un'assemblea pubblica per spiegare a cittadini e dipendenti cosa accadrà nei prossimi mesi. L'Unione dovrebbe nascere fra i tre Comuni obbligati a integrare i servizi, quelli sotto i tremila abitanti: Monteverdi Marittimo, Castelnuovo e Montecatini Valdicecina. Volterra e Pomarance, al momento, resteranno alla finestra, «ma sono molto interessati a entrare a far parte dell'Unione», come spiegato dal presidente Carlo Giannoni. Alla fine di quest'anno la Comunità Montana finirà il suo corso. Entro il prossimo giugno i Comuni interessati dovranno farsi avanti con la Regione. I 40 dipendenti della Comunità montana confluiranno nell'Unione che sarebbe di carattere speciale, visto che manterrà le deleghe per la forestazione, la bonifica e l'agricoltura. Tutto bene, sede a parte e un piccolo particolare: quanto durerà il mantenimento delle deleghe? «Ci è stato detto che per il futuro le terremo - riprende Giannoni - ma non so tradurlo in quanti anni».
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