Italia
Condannati per danno erariale
Francesca Suggi
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Lex sindaco di Fauglia Riccardo Froli davanti al palazzo comunale Ex sindaco, assessori e il segretario nei guai per un incarico
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FAUGLIA. Quell'incarico affidato "in assenza dei presupposti di legge" costerà a buona parte della passata giunta di Fauglia e all'ex segretario comunale quasi 30mila euro da "restituire" al Comune. La sentenza della Corte dei Conti è chiara e condanna per danno erariale gli "ex" sindaco Riccardo Froli, gli assessori Antonio Monaco, Cesare Barsotti e Riccardo Novi, insieme al direttore generale Antonio Pellegrino. Ma andiamo per ordine. Il verdetto arriva a protocollo di Palazzo lo scorso febbraio anche se la sentenza è stata depositata nel giugno 2010. Riguarda una denuncia fatta nel 2007 dal consigliere di opposizione Alberto Rossi, oggi a capo della lista civica Patto per Fauglia rispetto a un incarico di "corresponsabile del settore amministrativo" affidato e rinnovato per tre anni dalla giunta comunale di allora al dottore commercialista Alessandro Ciaponi. Varie, nel 2008, le "visite" della Polizia Tributaria a Palazzo per acquisire atti e documenti relativi al caso da esaminare. Nella sentenza si legge: "Negli anni 2004-2007 i responsabili del Comune hanno conferito e rinnovato un incarico a un soggetto esterno all'amministrazione in assenza dei presupposti di legge...la condotta della giunta e del direttore generale ha fatto emergere responsabilità che configurano violazione della regolamentazione nazionale e comunale in materia, produttiva di danno economico per l'ente". Le parti in causa, le cui firme risultano nelle delibere con cui viene dato e rinnovato l'incarico, dovranno risarcire il Comune in parti diverse, a seconda del coinvolgimento nella questione. Così Riccardo Froli dovrà ripagare 5.300 euro; il risarcimento che dovranno Antonio Monaco e Cesare Barsotti è pari a 4.367 euro ciascuno; Riccardo Novi pagherà 1747 euro (la sua firma compare una sola volta). Il direttore generale sborserà 3.406 euro. «Riteniamo ingiusta questa sentenza - commenta a calco l'ex vicesindaco Antonio Monaco - perché noi siamo sempre stati convinti che quel che facevamo fosse legittimo. Non si tratta di un appalto milionario, ma di una piccola cosa che anche secondo il segretario comunale era fattibile. Comunque tutti insieme faremo ricorso in appello».
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