Finanza
Due strade trasformate in latrine per cani
Francesca Suggi
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A sinistra il cartello fai da te messo dal negozio di abiti da sposaI commercianti del centro protestano e c'è chi mette cartelli "fai da te": servono più controlli
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PONTEDERA. Non sono certo gocce di rugiada mattutina quelle che bagnano, puntualmente, le cinque vetrine firmate Niccolaioni. E hanno lo stesso odorino acre pure quelle che, dopo anni, esasperano la vicina "Casa della sposa", tanto da mettere in bella vista un cartello fai da te "Si pregano i padroni dei cani di impedire ai propri animali di defecare e orinare sulle soglie dei negozi e nel caso di pulire come dettano le norme di convivenza civile". La rabbia, mista a rassegnazione, unisce tutte le attività commerciali di via della Misericordia e via Dante. Due strade che, una volta spente le insegne, si trasformano in una sorta di wc selvaggio per 4 zampe portati a spasso da proprietari che, quanto a senso civico, lasciano parecchio a desiderare. «Ogni giorno all'apertura era un continuo passare acqua e varichina per disinfettare, con il cartello la situazione è leggermente migliorata», si sfoga la titolare della boutique dedicata agli sposi Lucia Sestini. Non è il massimo l'abbinamento tra vestiti chic e bisogni dei cani. E neppure lo è per il negozio tutto bimbi "Latte e menta", proprio di fronte. «Forse se i vigili urbani girassero un po' di più e multassero chi non raccoglie i bisogni dei propri animali le condizioni della via sarebbero migliori», suggeriscono le commesse. Anche per loro, la mattina, troppo spesso è sempre lo stesso copione, con il disinfettante in mano a pulire le parti basse delle vetrine. La musica non cambia per il vicino salone "Franca Ferrucci hair diffusion": il marmo dei pavimenti e l'ambiente elegante fanno a botte con quel che le parrucchiere trovano davanti alla soglia alle 9, quando aprono. «E il paradosso è che tutto questo succede a due passi dal centro, anzi anche noi facciamo parte del centro», commentano a caldo dallo storico negozio Arturo Pasquinucci. Anche qui dentro regna l'eleganza tra cristallerie e porcellane. Il trionfo del bon-ton da una parte, mentre dall'altra si fa fatica a credere che quelle due vie così centrali siano più "abbandonate di altre". «Io ho pure macchiato con la varichina un paio di jeans a cui tenevo per pulire una mattina alcuni regalini lasciati dai cani alle vetrine», racconta la commessa del maxi negozio di sport Niccolaioni di via Dante. E il titolare rincara: «Servirebbe un'ordinanza specifica, che faccia da deterrente, in cui si dice che chi viene sorpreso fuori con il cane senza il kit per pulire viene multato». Le due vie, cani e bisogni selvaggi a parte, soffrono anche di un altro problema: quello di bottiglie, lattine e piattini con ancora i resti dell'happy-hour lasciati sulle soglie di tanti negozi. «Pensate che l'altro ieri - raccontano dai Magazzini Linea Blu - qualcuno mi ha spaccato una bottiglia tra la vetrina e la grata che noi abbiamo davanti. Ho dovuto chiamare il Comune per intervenire con uno strumento apposito per togliere i vetri. E questo è solo l'apice: ogni mattina è un cimitero di bottiglie, resti di serate alcoliche di chi frequenta questa zona».
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