Il Tirreno

Pontedera

In azione la banda del buco

In azione la banda del buco

Buttata giù una parete ma stavolta il furto non riesce

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FORNACETTE. Hanno sfondato la parete che divide due capannoni, pronti a fare un furto, probabilmente di medicinali e prodotti per veterinari. La "banda del buco", che nei giorni scorsi ha fatto un colpo da più di ottantamila euro in un magazzino di prodotti dolciari, la scorsa notte è entrata in azione nella zona industriale di Fornacette, in via Fermi. Ma questa volta i ladri sono stati costretti a lasciare il lavoro a metà. Il loro piano non è riuscito. Ma danni ne hanno lasciati un bel po'. A mettere in fuga la banda è stato l'allarme installato all'interno del magazzino "Mediser", il cui titolare anche ieri mattina è stato chiamato dai carabinieri per formalizzare la denuncia.

La parete demolita segna il confine tra la rivendita di prodotti e farmaci per aninali con l'industria Pieracci, il cui personale invece si è accorto del raid notturno ieri mattina quando è iniziata la settimana di lavoro. «Non abbiamo intenzione di spiegare cosa è successo», risponde al telefono il titolare di "Mediser". Il tentato furto ha la stessa dinamica di quello avvenuto nella zona industriale di Bientina poche sere fa. Anche in questo caso i ladri-muratori hanno scelto un'attività che si trova in fase di allestimento. Hanno preso a picconate una parete che, secondo i malviventi, avrebbe dovuto metterli in facile "collegamento" con il magazzino da svaligiare. L'allarme però ha evitato il peggio e il furto è stato sventato.

I due assalti a distanza ravvicinata, compiuti con la stessa tecnica della parete "bucata" fanno temere che una banda di ladri specializzati abbia preso di mira le attività economiche della nostra zona. C'è quindi massima attenzione anche da parte dei carabinieri che hanno effettuato accurati sopralluoghi sia durante la notte, quando è scattato l'allarme, che ieri mattina. I ladri però sarebbero riusciti a dileguarsi senza lasciare particolari tracce e neppure gli strumenti usati per abbattare in parte la parete del capannone. Sul tentato furto e su altri avvenuti nella stessa notte è stata matenuta una certa riservatezza probabilmente per ragioni di indagine. Anche alla "Pieracci", che fa parte dell'indotto Piaggio, confermano il tentato furto senza entrare nei dettagli. «Il buco nella parete c'è ancora», si limita a confermare un dipendente. L'impressione è che non fosse certo il capannone sede della "Pieracci" il bersaglio ma l'attività confinante. S. C.

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