Proteste
Orsucci cala il tris in libreria
Andrea Lanini
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Sopra lo scrittore pontederese Matteo Orsucci; a destra Nicola Legrottaglie, difensore del Milan Lo scrittore pontederese di nuovo in tandem con Legrottaglie
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PONTEDERA. E tre. Dopo "Ho fatto una promessa" e "Cento volte tanto - Con la fede vivo meglio", ecco il nuovo libro della coppia Nicola Legrottaglie-Matteo Orsucci. Si intitola "L'amore vince tutto" (Piemme) e rappresenta l'epilogo di un fortunato percorso editoriale che il difensore pugliese e il giornalista pontederese hanno iniziato nel 2009, quando i lettori hanno imparato a conoscere il cammino di fede che, pochi anni prima, aveva trasformato la vita spericolata del bel calciatore nell'irreprensibile e impegnata quotidianità del più noto "Atleta di Cristo" italiano. In "Ho fatto una promessa" - parole e opere di Legrottaglie, testi di Orsucci, nota firma di quotidiani come Libero e Corriere Fiorentino - il giocatore, attualmente in forza al Milan, raccontava il primo, vero incontro con Gesù, e la promessa era che se un giorno Nicola fosse approdato alla serie A, avrebbe reso grazie spendendosi nella divulgazione della fede cristiana; e così è stato. Nel 2010 nelle librerie compare "Cento volte tanto - con la fede vivo meglio", pagine in cui il bello sguardo del difensore dagli occhi color del mare andava a posarsi su temi delicati come la castità, l'aborto, l'omosessualità. Ora, con "L'amore vince tutto", «il tema è soprattutto quello dell'amore in senso lato», spiega Matteo Orsucci. «Ovvero si contemplano tutti gli ambiti in cui si può estrinsecare l'amore: famiglia, amicizie, fidanzata, figli, lavoro... E anche, visto che lui porta avanti da tempo quest'esperienza cristiana, l'amore in senso cristiano». Agli appassionati di calcio risulteranno particolarmente gradite le intense carrellate sui più noti allenatori. «Dal testo emerge un Legrottaglie molto critico, ad esempio, nei confronti di Capello; secondo Legrottaglie, fare l'allenatore significa comportarsi in una maniera diversa da quella di Capello, tutto qui. Ciò non significa che non gli riconosca di essere un vincente, gli scudetti e le Coppe dei Campioni portati a casa da Capello sono indiscutibili. Dice soltanto che all'interno dello spogliatoio non era uno dei più facili. Secondo Legrottaglie, il segreto di una squadra sta nella capacità dell'allenatore di fare gruppo, di essere sempre disponibile, all'occorrenza dimostrarsi anche un po' psicologo... Ad esempio parla molto bene di Mourinho, anche se non ce l'ha mai avuto, come allenatore. Ma davvero questo vostro percorso finisce qui? «Sì, il terzo capitolo della saga è anche l'ultimo. Diciamo pure che abbiamo esaurito quel che c'era da dire. Ma abbiamo chiuso in bellezza: secondo me questo è il libro più divertente di tutti, c'è più vita vissuta, è pieno di aneddoti...». È qui, tra questi aneddoti della fine degli anni Ottanta, che si insinua il ricordo hard: «Tra le altre cose, Legrottaglie parla anche di quando da piccolo, con gli amici, guardava i film a luci rosse... Prima di diventare un cristiano "ritrovato", dimostra di essere stato un adolescente come tanti... poi, dai diciotto in avanti, inizia la sua carriera da professionista, con gli eccessi e gli sbagli che lui stesso, più volte, ha raccontato senza remore, e che rendono ancora più genuino questo incontro con la fede. Non conoscendolo, saresti portato a domandarti: ma questo ci è o ci fa? Conoscendolo, capisci che lui il mondo lo vede e lo vive davvero in quel modo lì».
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