La manifestazione
Pontedera, città ideale
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PONTEDERA. Inizia col ponte Napoleonico, e si snoda fra un’immagine d’epoca e una dei giorni nostri, il servizio video-fotografico di Davide Dell’Amico “Pontedera, la città ideale”. «Una presentazione di quei luoghi d’incontro che hanno ospitato i nostri nonni, e adesso accolgono noi giovani studenti», spiega il ragazzo, che frequenta il terzo anno dell’Itcg Fermi di Pontedera.
Affascinato dalla storia antica del suo territorio, Dell’Amico ha recuperato vecchie foto di angoli pontederesi, razzolando nell’album di famiglia, sul sito del Comune e su Google maps, per istituire un parallelo fra vecchio e recente, per mostrare come «il tempo passa, e che i luoghi, pur rimanendo geograficamente gli stessi, cambiano in continuazione».
L’idea è venuta sulla scia un lavoro di ricerca storica svolto a scuola: «Mi sembrava interessante riproporlo in un modo semplice e diretto, come quello di un accostamento fotografico. Gli scatti risalgono al periodo della seconda guerra mondiale ». Lo studente ama i suoi luoghi, e ce ne sono due in particolare che reputa significativi: «La fine di via Gotti e Porta Nuova, ovvero l’inizio di corso Matteotti. Mi piacciono - conclude Dell’Amico - perché restano dei punti di riferimento nonostante i grossi cambiamenti che hanno subito nel corso degli anni». F.B.
Affascinato dalla storia antica del suo territorio, Dell’Amico ha recuperato vecchie foto di angoli pontederesi, razzolando nell’album di famiglia, sul sito del Comune e su Google maps, per istituire un parallelo fra vecchio e recente, per mostrare come «il tempo passa, e che i luoghi, pur rimanendo geograficamente gli stessi, cambiano in continuazione».
L’idea è venuta sulla scia un lavoro di ricerca storica svolto a scuola: «Mi sembrava interessante riproporlo in un modo semplice e diretto, come quello di un accostamento fotografico. Gli scatti risalgono al periodo della seconda guerra mondiale ». Lo studente ama i suoi luoghi, e ce ne sono due in particolare che reputa significativi: «La fine di via Gotti e Porta Nuova, ovvero l’inizio di corso Matteotti. Mi piacciono - conclude Dell’Amico - perché restano dei punti di riferimento nonostante i grossi cambiamenti che hanno subito nel corso degli anni». F.B.
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