Sicurezza
Geofor scopre una città fantasma
Manolo Morandini
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Geofor ha una task force di venti addetti che incrociano e verificano la banca dati degli utenti Tia con i registri anagrafici dei Comuni serviti dallazienda per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti Quindicimila utenti sconosciuti a fronte di 2,7 milioni di bollette mai pagate
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PONTEDERA. Quindicimila anime. Un'intera città fantasma abitata da invisibili che tuttavia riempivano i cassonetti dell'immondizia. Vite sommerse portate alla luce da Geofor, che dallo scorso anno ha avviato controlli serrati e sistematici per combattere l'evasione e l'elusione. Un lavoro complesso che, tradotto in cifre, vale 2,7 milioni di euro di Tia non pagata tra il 2006 e il 2010. «L'azienda non ha alcun ricavo da questa attività», taglia corto Roberto Silvestri, direttore amministrativo Geofor. Che aggiunge: «È un servizio che svolgiamo su mandato dei dodici Comuni che applicano la Tia. Nel 2010 le bollette emesse a seguito dell'attività di accertamento ammontano a 2,7 milioni di euro». Per capire chi ci guadagna dal recupero dell'evasione e dell'elusione è necessario fare un passo indietro. «La tariffa è il modo con cui ogni Comune ripartisce sui cittadini il costo dei servizi che affida a Geofor - spiega Silvestri -. Insomma, a parità di spesa in capo a un'amministrazione meno sono i cittadini che contribuiscono e più la tariffa in capo a ciascuno cresce. I soldi recuperati sono degli utenti e non del gestore o del Comune. È un'azione che risponde a criteri di equità sociale». I benefici. A parità di servizi richiesti da un'amministrazione comunale l'impatto dei contribuenti "recuperati" e portati alla luce del sole in media si traduce in un contenimento delle tariffe che oscilla tra i 3 e i 6 punti percentuali a parità di costi e al netto dell'adeguamento Istat dell'1,7%. «A Cascina la Tia si è ridotta quest'anno dell'8% - sostiene il direttore amministrativo Geofor -. A Calcinaia nonostante il passaggio al sistema di raccolta porta a porta, che è più costoso, la tariffa è leggermente diminuita. Come a San Miniato o a Bientina, dove il porta a porta c'è da due anni». La tecnica. Geofor a fine 2009 ha investito 200mila euro per un nuovo software in grado di confrontare e incrociare la propria banca dati delle utenze, oltre 100mila quelle censite, con i registri anagrafici. Periodicamente dalle anagrafi dei comuni vengono comunicate a Geofor le variazioni. Una massa di dati che vengono incrociati per far emergere le incongruenze rispetto alle utenze. Per esempio, la nascita di un figlio cambia la composizione del nucleo familiare. Oppure, un residente che non risulta componente di un nucleo familiare a cui fa capo un'utenza Tia. Incongruenze che il computer segnala e che poi vengono passate al vaglio dal personale Geofor. Sono una ventina gli addetti dedicati ai controlli. «Si tratta di personale che svolge questa e altre mansioni, dal call center all'attività di sportello e l'emissione delle bollette - dice Silvestri -. Entro quest'anno esauriremo i controlli sull'arretrato ed entreremo a regime». Quest'anno toccherà ai residenti di Pontedera. «I controlli sono partiti da quei comuni che avevano un arretrato più vecchio». La sfida. A breve Geofor estenderà i controlli alle utenze non domestiche, attività commerciali e aziende. «Sarà necessario incrociare un numero maggiore di banche dati - conclude il Roberto Silvestri -. A complicare il lavoro è anche l'alta mortalità delle imprese, specie nel commercio».
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