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Pontedera

Piaggio, il nodo è la produttività

Manolo Morandini
Piaggio, il nodo è la produttività

Il segretario nazionale Fim-Cisl analizza le prospettive per Pontedera «Colaninno dica come vuol tenere insieme le anime italiana e asiatica»

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PONTEDERA. «C'è gente che esce con i soldi e altri che vengono stabilizzati così si va incontro alle esigenze di tutti, consentendo all'azienda, che per noi è una risorsa e non un nemico, di continuare a competere». È la sintesi, in positivo, dell'accordo sulla mobilità in Piaggio per il segretario nazionale Fim Cisl, Bruno Vitali. Il segretario è nella città della Vespa per preparare con i delegati di fabbrica e la segreteria provinciale il tavolo di trattativa con il presidente del Gruppo, Roberto Colaninno. Un tavolo più volte invocato e per il quale i tempi sembrano maturi.  «L'incontro sarà importante per fare il punto sulla strategia di Piaggio - spiega Vitali -. Il gruppo oggi è una piccola multinazionale con un cuore italiano, a Pontedera, e un pezzo importante in Asia. E ciò ci pone di fronte a vantaggi e svantaggi. Il polmone del mercato asiatico consente una gestione positiva di tutto il Gruppo, ma c'è il rischio se non recuperiamo in efficienza e qualità che la parte italiana con il tempo degradi». Da qui una richiesta precisa. «Colaninno ci presenti le prospettive strategiche che tengono insieme le due anime e che valorizzino la parte italiana. E per farlo servono un recupero in termini di efficienza e qualità, a Pontedera come per Aprilia e Guzzi».  In Asia parte una nuova decisiva fase di sviluppo per Piaggio. «Il nuovo stabilimento vietnamita è realizzato su standard europei e ciò ha dei pericoli insiti perché potrebbe essere che col tempo se non vengono fatte azioni costanti di miglioramento su Pontedera c'è chi la sostituisce. Ma si deve anche aver presente che l'Asia è un mercato talmente grande che si giustifica anche un centro di ricerca dedicato». Come recuperare in efficienza? «Anche avendo gli strumenti di lavoro aggiornati sulle linee e facendo formazione del personale. E poi con maggiori investimenti sulle linee e per i controlli di qualità, magari spendendo qualcosa di più anche sulla componentistica». E per la produttività? «È una questione decisiva ma significa mettere le persone in condizione di lavorare meglio e non di più».

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