Proteste
In fuga dal centro d'accoglienza
Sabrina Chiellini
Due giovani tunisini hanno abbandonato l'ex asilo di Capanne
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MONTOPOLI. Amid, 19 anni, e il connazionale Atalla, 25 anni, si sono allontanati, rinunciando così alla possibilità di ottenere un permesso di soggiorno temporaneo, dal centro allestito dal Comune di Montopoli e dalla diocesi nell'ex asilo Madonnina del Buon Viaggio a Capanne. Sono i primi tunisini, accolti in provincia di Pisa, che hanno preso la strada della clandestinità, pur essendo stati informati che una volta lasciata la struttura di accoglienza rischiano di essere rimpatriati come clandestini. Le giornate sono lunghe per i giovani migranti, che non hanno niente da fare e sono già stressati da un lungo viaggio in cui hanno rischiato la vita. Rispetto ai tempi di permanenza nelle strutture individuate per l'accoglienza non ci sono grandi certezze. Ieri a Capanne, dopo che i due ospiti si sono allontanati, è stata aumentata la vigilanza per decisione dell'amministrazione comunale, anche se di fatto l'ex asilo non può essere equiparato a un Cie, centro di identificazione ed espulsione. Una pattuglia di agenti della polizia municipale ha presidiato per tutto il giorno - noi l'abbiamo vista anche all'ora di pranzo mentre gli ospiti erano a tavola - l'ex asilo di proprietà della diocesi e gestito dalla Caritas. È stato disposto il divieto assoluto di ingresso a persone che non sono impegnate nell'assistenza ai profughi. «C'è una disposizione della prefettura - spiega la comandante della polizia municipale di Montopoli Valdarno - non possono entrare estranei, compresi i giornalisti se non hanno una precisa autorizzazione». Anche a un ex consigliere comunale degli stranieri, Wahid Abderrahim, marocchino residente da 20 anni a San Miniato, inizialmente è stato impedito di incontrare i profughi. «Volevo sapere come vivono - spiega Wahid - seguo sempre i problemi delle comunità nordafricane. Mi è stato detto che non posso entrare nella struttura se non ho l'autorizzazione». Alcuni tunisini sono così usciti dalla villa a loro destinata e hanno incontrato il marocchino lungo la Tosco Romagnola, fuori dal cortile privato. Un rapido scambio di informazioni, l'ex consigliere li ha invitati a non allontanarsi se non dopo che avranno ottenuto il permesso temporaneo. Poco dopo l'equivoco - di questo pare si tratti - è stato chiarito e altri migranti hanno incontrato il rappresentante della comunità marocchina. Una volontaria ha infatti invitato l'ex consigliere a trattenersi per alcuni minuti: «È in arrivo l'autorizzazione dal sindaco», gli ha detto, cercando subito dopo un sereno colloquio. Il fatto che due ospiti si siano resi irreperibili da due giorni deve aver fatto alzare la soglia della vigilanza anche se di fatto, come ha spiegato la polizia, gli ospiti possono uscire dalla struttura e incontrare persone. L'assenza dei due tunisini era già stata notata nella giornata di martedì e ieri è arrivata la conferma ufficiale anche da parte del commissariato di Pontedera. I due immigrati giunti da Lampedusa lunedì sera nel centro di accoglienza messo a disposizione dalla Regione e dalla curia di San Miniato potrebbero essere andati in Francia. Così lasciano capire gli altri ospiti anche se nessuno ammette di sapere dove sono andati. Ieri mattina è scattata la segnalazione formale di irreperibilità alle autorità. Nessuna "fuga", almeno fino a questo momento, dal centro notturno di Santa Croce dove ci sono altri venti profughi. Il centro si trova nella zona industriale, vicino ad alcune concerie.
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