La manifestazione
Gli stranieri non ci tradiscono
Paola Silvi
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Una suggestiva veduta panoramica di Lajatico Turisti in aumento nella maggior parte dei comuni
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PONTEDERA. Non sarà l'anno del definitivo rilancio turistico della Valdera, ma intanto le prospettive sono buone. Con la maggior parte dei comuni che possono contare su dati positivi negli arrivi e nelle presenze turistiche del 2010. Stando almeno ai dati resi noti dalla Provincia di Pisa. L'andamento è stato sostanzialmente in linea con quello dell'anno precedente, con variazioni positive in oltre la metà dei comuni. Gli arrivi, le persone che hanno dormito nel nostro territorio almeno per una notte, sono state 907mila, pari al +0,46%, mentre le presenze (il numero di pernottamenti) sono cresciute del 5,79%, per un totale di 3 milioni e 295mila. Segnali incoraggianti che fanno ben sperare anche per il prossimo futuro estivo. Addio al turismo "mordi e fuggi", al via-vai disorganizzato e sconclusionato. Chi viene in Valdera vuol soggiornare a lungo, alla ricerca di zone tranquille da vivere. E' finito il tempo del binomio Toscana-mare o solo città d'arte. Sono molte le località prese d'assalto che divergono dalle solite destinazioni. E se la crisi economica attanaglia la maggior parte dei settori economici, quello turistico non ha subìto lo schiaffo tanto temuto. Non c'è crisi che tenga per chi è disposto a tutto pur di passare qualche giorno in relax nelle campagne nostrane. In testa alla classifica, tra percentuali e cifre nell'ordine delle migliaia, spicca infatti Lajatico, sempre più conosciuta come la terra di Andrea Bocelli, che ha segnato un +26% negli arrivi e +38% nelle presenze. Con picchi oltre il 70% proprio a luglio. Seguono a ruota Palaia, dove il boom turistico si declina in un +27% e +36,7%, e Chianni (+21% arrivi, +40% presenze). Anche Pontedera però si difende e non potendo contare su paesaggi mozzafiato o colline da cartolina, supplisce con la cultura e con la sua posizione di nodo strategico tra Pisa, Firenze e il litorale. Reggono il colpo pure Ponsacco, Peccioli e Crespina, in ascesa mediamente del 6%, mentre risultano pressoché stabili Bientina e Calcinaia, che possono contare sui 7mila arrivi annui. Così gli ingredienti alla base di un soggiorno in Valdera, stimato intorno ai 6-7 giorni, nel periodo di alta stagione da aprile ad ottobre, sono la vicinanza ai deliziosi borghi, il sereno contatto con la natura, la calda ospitalità e la cucina genuina. E gli agriturismi, protagonisti assoluti di questo turismo verde, prima scelta per trascorrere giornate di vero riposo, hanno fatto la parte del leone. Il dato di Casciana Terme ne è una testimonianza diretta. La cittadina termale in totale perde l'8% sia in arrivi che in presenze, ma registra una crescita notevole, oltre il 24%, nelle strutture extralberghiere, segno di una nuova tendenza che si oppone con forza al momento di difficoltà che sta vivendo il settore tradizionale. Una spinta alla trasformazione da approfondire e cullare. Ma se il quadro è decisamente rosa, si scoprono in bilico Capannoli, con un calo del 28% di presenze e del 15% di arrivi, Lari, con una negatività che si assesta rispettivamente sul - 4,6% e - 15,70%, e Fauglia che in entrambi i casi fotografa un'oscillazione deprimente che va dal -20% al -33%.
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