Il Tirreno

Pontedera

Tanta qualità, ma non nei salari

Giacomo Pelfer
Un momento del presidio di protesta dei lavoratori conciari a Lineapelle
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Un momento del presidio di protesta dei lavoratori conciari a Lineapelle

Presidio di protesta dei lavoratori conciari davanti a Lineapelle

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 BOLOGNA. «Qualità in vetrina, salari nell'ombra». E' lo slogan che accompagna il primo giorno di apertura di Lineapelle, con lo sciopero di otto ore dei lavoratori conciari e il presidio organizzato davanti ai padiglioni della fiera di Bologna da Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil. Ultima pagina nel confronto per il rinnovo del contratto nazionale scaduto dal 31 ottobre scorso.  Una questione che coinvolge più di 30mila addetti della concia, di cui circa 9mila nel solo comprensorio del Cuoio. «Il presidio è proseguito per tutta la mattina - racconta Loris Mainardi della Cgil - abbiamo distribuito più di 3mila volantini». Dal fronte degli imprenditori, per adesso, nessuna apertura al confronto, nonostante la riunione del direttivo Unic del 31 marzo, che sembra non aver modificato le posizioni assunte a gennaio con il fallimento della trattativa. I punti dibattuti andavano dall'aumento salariale al pagamento dei primi tre giorni di malattia, con la richiesta dei conciatori di maggiore flessibilità nell'orario di lavoro. La discussione si era arenata, però, proprio sulla necessità stessa del contratto. «Il tentativo è quello di screditare il contratto nazionale - dice Mainardi -: far passare l'idea che si possano mettere in discussione regole e diritti, come suggerito dal modello Marchionne. Non ci sono ragioni economiche alla base di questa posizione: basta considerare che abbiamo raggiunto un accordo anche l'Assa, l'associazione dei contoterzisti. Ne abbiamo parlato con i nostri imprenditori, che in privato si dicono tutti scontenti della posizione assunta dall'Unic, ma nessuno si è ancora preoccupato di prenderne le distanze ufficialmente. Se è vero che sono stati i conciatori veneti ad avanzare certe richieste, è forse altrettanto vero che qualcuno considera molto comodo far passare gli altri per cattivi e poi approfittarne per togliere qualche diritto». Al presidio di Lineapelle sono intervenuti anche il vicesindaco di San Miniato Chiara Rossi e l'assessore Gianluca Bertini, che hanno portato ai lavoratori il sostegno dell'amministrazione. Posizione assunta da tutte e quattro le amministrazioni del comprensorio.

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