Finanza
Emessa una sentenza di quasi cinque anni: i ragazzini erano di Pontedera e di San Miniato
Molestò due bimbi, condannato
L'episodio si verificò a Marina di Pisa e l'uomo rischiò il linciaggio
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Quasi cinque anni di condanna per violenza sessuale. È la pena inflitta ieri mattina in tribunale dal giudice per l'udienza preliminare Guido Bufardeci ad un edicolante accusato di aver molestato al mare due bambini. Per Alfredo Galluzzi, ex gestore di un'edicola, 57 anni, che aveva scelto il rito abbreviato, il pm Sisto Restuccia aveva chiesto la condanna a 4 anni e 4 mesi. Senza la concessione delle attenuanti generiche. Il gup gli ha inflitto una pena più dura, 4 anni e 8 mesi, concedendo invece le generiche. L'uomo, oggi disoccupato, era accusato di aver molestato due tredicenni, un bambino e una bambina, questa estate a Marina di Pisa, mentre facevano il bagno. Alla denuncia scaturita a fine agosto erano seguiti gli arresti, avvenuti all'inizio di settembre. L'ex edicolante, apparso confuso al momento dei fatti, sarebbe incorso più volte in accuse di questo genere. A fine agosto i carabinieri lo avevano sottratto ad un vero e proprio linciaggio, quello della folla inferocita di bagnanti e genitori che lo aveva attorniato. Tutto era iniziato una domenica a mezzogiorno, quando il cinquantenne, mentre faceva il bagno nello specchio d'acqua fra lo stabilimento La Riva e la spiaggia libera davanti a piazza Sardegna, avrebbe avvicinato un ragazzino pontederese di 13 anni venuto al mare con i suoi. Secondo l'accusa gli avrebbe chiesto: lo sai fare il morticino?: E mentre il ragazzino, steso a galla sull'acqua, si accingeva a far vedere quant'era bravo non sospettando nulla, gli avrebbe toccato le parti intime. Sempre secondo il racconto fornito dal ragazzino agli inquirenti, dopo essersi denudato in acqua, avrebbe diretto la mano del piccolo sui suoi genitali. Pochi attimi, finché il bimbo, sconvolto, non se ne era andato uscendo dall'acqua e raccontando poi l'accaduto ai genitori. Lo sconosciuto però si era allontanato, ma poi non più di tanto; e, sempre secondo le accuse che hanno portato alla condanna, avrebbe avvicinato in un modo simile una ragazzina di 13 anni, di San Miniato, che era venuta sulla spiaggia in compagnia della mamma e del compagno della donna. Stessa domanda anche a lei: la ragazzina si stende sull'acqua per assumere la posizione del «morto» ma si accorge subito che qualcosa non va. Balza in piedi, esce dal mare e racconta tutto al patrigno che si mette in cerca del presunto molestatore. Quest'ultimo, intanto, si stava già allontanando, uscendo dall'acqua per raggiungere i vestiti lasciati su uno scoglio. Dopo poco è stato acciuffato dal patrigno della bimba a cui era arrivato a dar manforte il padre del ragazzino del primo episodio. In pochi secondi intorno a lui si era radunata una folla imbelvita e dal linciaggio lo aveva salvato solo il provvidenziale arrivo dei carabinieri. C.V.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google