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Pontedera

«Il prodotto c'è, ma non si vuol vendere» sabato manifestazione davanti all'Atisale

L’esterno dell’azienda
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L’esterno dell’azienda

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 VOLTERRA. Il futuro incerto dell'Atisale di Saline di Volterra continua a preoccupare. Per questo, sabato mattina, a partire dalle 10,30, lavoratori e sindacati hanno organizzato un presidio di protesta davanti ai cancelli dello stabilimento.  «All'Atisale - spiega la Rsu in un comunicato ufficiale - si continua a lavorare ad organico ridotto, su impianti vecchi che si deteriorano sempre più, giorno dopo giorno. Insieme all'emergenza-sicurezza è alta oggi anche la preoccupazione sulla gestione commerciale dell'azienda, perché stanno emergendo per la prima volta difficoltà nella vendita del sale. Questa difficoltà non nasce da un calo della produzione di sale, ma dalla strategia posta in essere dalla direzione, strumentale e finalizzata a creare un alibi per chiudere lo stabilimento o alzare il tiro nella trattativa con le istituzioni e le parti sindacali. E' evidente che se si vuol salvaguardare e sviluppare lo stabilimento di Saline non si punta sul sale umido, a basso valore aggiunto, perché sarà sempre più concorrenziale il sale marino, che viene prodotto con un basso costo energetico. Valorizzare il nostro sale e svilupparne la commercializzazione vuol dire puntare sulla produzione di sale di alta qualità, sul sale alimentare e sulle pastiglie per addolcitori. Questa è la ricchezza del nostro territorio e della nostra azienda. Gli impianti di Saline da più di un mese lavorano al minimo e i magazzini sono pieni di sale, nonostante anche a livello locale ci siano richieste di acquisto».

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