Il Tirreno

Pontedera

«Quella vendita è in realtà una sanatoria»

Lo stradello compare nelle attuali visure catastali e in una piantina del 1700 proveniente dall’Archivio di Firenze riguardante i terreni del convento di S.Andrea oggi seminario vescovile
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Lo stradello compare nelle attuali visure catastali e in una piantina del 1700 proveniente dall’Archivio di Firenze riguardante i terreni del convento di S.Andrea oggi seminario vescovile

Relitto di strada comunale, l'opposizione: il consiglio non è stato informato correttamente

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 VOLTERRA. «Quella vendita? Una sanatoria», commenta a caldo Danilo Cucini, della Sinistra per Volterra. Il capogruppo si riferisce ancora una volta allo stradello comunale inserito nel piano delle alienazioni dell'amministrazione, di fatto alterato dai lavori di un privato effettuati oltre un anno fa. Il relitto di strada, infatti, insiste su terreni di proprietà sui quali nel gennaio 2009 viene chiesto - e successivamente autorizzato dal Comune - di realizzare una rampa di accesso con innesto su viale dei Filosofi.  L'iter procedurale viene ripercorso dal sindaco Marco Buselli, nell'agosto scorso, in risposta a una interrogazione di Cucini dove si chiedevano chiarimenti rispetto all'intervento. «Tutti hanno pensato che si trattasse dell'inizio dei lavori del famoso progetto del maxi parcheggio da 600 posti nell'area di Docciola», scriveva il consigliere di opposizione il 24 agosto, facendo riferimento a quel piazzale ribattezzato dai volterrani "ortoparking". Da parte sua, il primo cittadino tranquillizza: niente posteggio, solo una rampa di accesso. Nell'atto da lui sottoscritto fa riferimento alla società Galletti autotrasporti sas, proprietaria del terreno. «Sono rimasto del parere che si sia trattato di un errore aver autorizzato la realizzazione di una strada così grande per l'accesso ad un fondo agricolo di soli 2500 metri quadrati. E credo che nessun contadino spanderebbe uno strato di ghiaia sulla terra prima della messa a dimora di qualsiasi pianta», dice. Guarda al presente: «Oggi si sovrappone la vendita promessa al proprietario dell'area della vecchia strada, si viene a sapere che un pezzo di questo relitto comunale è stato utilizzato per costruire la nuova rampa. Sono successe tante cose incredibili, ma la logica ha ancora il suo significato. Quei lavori fanno pensare al tentativo di realizzare un parcheggio, tentativo interrotto dall'intervento dell'ufficio tecnico e dei vigili urbani, a cui non pare sia seguito un effettivo ripristino dell'area. Il Consiglio Comunale non è stato informato correttamente della questione, né delle caratteristiche della vendita, come sanatoria, proposta al valore di terreno agricolo».

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