Il dolore
Montecatini, Castelnuovo e Volterra ignorano i pensionati
Sindacati sul piede di guerra: nessuno ci ha convocato prima di chiudere il bilancio di previsione
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VOLTERRA. Pensionati sul piede di guerra. Sono i sindacati di categoria ad attaccare i Comuni di Montecatini, Castelnuovo e soprattutto Volterra. «Il sindaco Buselli si era impegnato con a fare una discussione preventiva sul bilancio 2011 e invece ci ha chiamato a cose già approvate». Spi, Fnp, Uilp, Provinciali, le Leghe Spi, Fnp e la zona Uilp che operano sul territorio accusano la giunta etrusca di «scarsa sensibilità verso le fasce più deboli della popolazione, colpite pesantemente dalla crisi che da ormai tre anni interessa il nostro. Chiadiamo a lui un confronto veroa questo punto sulle variazioni del bilancio che sicuramente nel 2011 saranno fatte». L'obiettivo dei sindacati è quello di salvaguardare il più possibile le condizioni di vita delle fasce più deboli. «Il 6 ottobre 2010 abbiamo inviato ai 39 Comuni della Provincia di Pisa la piattaforma sullo "stato sociale" sulla base della quale, sempre nella stessa data, abbiamo chiesto l'incontro per aprire il confronto sui bilanci di previsione 2011. Ad oggi abbiamo avviato il confronto con 25 Comuni, con 7 abbiamo sottoscritto un accordo, con altri 2 è stato concordato un incontro», ecco la premessa dei sindacati. Che poi colpiscono alcuni sindaci dell'Alta Valdicecina. «Nonostante i forti tagli del Governo tanti Comuni cercano di mettere in campo iniziative a tutela delle fasce deboli, non capiamo come da parte degli amministratori di Montecatini e Castelnuovo, non si sia ancora risposto alla richiesta di incontro del 6 ottobre 2010. Mentre per quanto riguarda Volterra, siamo stati convocati quando il bilancio era già stato approvato», sottolinea. Non nascondono il disappunto. «Chiediamo nuovamente a Montecatini e Castelnuovo, che si avvii un confronto preventivo sul bilancio di previsione 2011 e al Comune di Volterra di aprire un confronto vero. L'obiettivo è quello di salvaguardare il più possibile le condizioni di vita di quella generazione che in questi anni ha dato tanto perché il nostro Paese potesse avere il ruolo che ha, nonostante i problemi attuali».
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