Il Tirreno

Pontedera

Grandi ospiti, ma il budget è zero

Paola Silvi
A destra Eleonora Brigliadori Sotto Pozzi
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A destra Eleonora Brigliadori Sotto Pozzi

In bilico anche quest'anno il Festival Teatro Romano Migliorini: con meno di 20mila euro è impossibile organizzarlo

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 VOLTERRA. Festival del Teatro Romano sì, Festival del Teatro Romano no? E' questo il dubbio amletico che affligge gli organizzatori della kermesse. A pochi mesi dalla possibile apertura della nona edizione, regna ancora l'incertezza.  Non sulla poliedrica partecipazione di personaggi di spicco del panorama internazionale ma sulle risorse economiche indispensabili per finanziare un evento di questo livello. «Il programma - conferma Simone Migliorini, direttore artistico e padre del festival - è quasi pronto, stilato al 70%. Il problema resta il budget che al momento equivale a zero». Da una parte prime nazionali e collaborazioni fra varie realtà associative del territorio. Dall'altra sempre meno disponibilità, contributi resi noti all'ultimo momento e permessi convalidati pochi giorni prima dell'inizio della rassegna. Il Festival Internazionale del Teatro Romano è tutto questo. Due facce della stessa medaglia, due aspetti difficili da mettere d'accordo. Ma soprattutto un piatto che piange e preoccupa non poco Migliorini. Se non troverà sostentamenti, sarà costretto a rimandare la manifestazione che ha già le adesioni di ospiti come Elisabetta Pozzi, Irene Papas, Eleonora Brigliadori e Vincenzo Pirrotta. E non solo.  «Vorremmo produrre Salomé di Oscar Wilde - entra nel merito Migliorini - supervisionato da Margherita Palli, Alice De Bartoli e Carola Runci. Senza contare che abbiamo ottenuto per il secondo anno consecutivo il patrocinio dell'Unesco e dell'Ambasciata Brittanica. Anche il Premio Ombra della Sera è già organizzato». E che il Festival sia diventato importante non è una novità. Basti pensare che su Facebook oltre 216 iscritti hanno aderito alla petizione salva-kermesse. Ma la girandola di formule vincenti non può girare senza il vento dei rimborsi e dei sostegni economici. Il Festival resta un acrobata che passeggia in bilico su un filo sottile, in attesa di una concretezza finanziaria. «Con meno di 20mila euro non riusciremo a mettere in piedi niente. Questo budget minimo - spiega - serve solo per il noleggio delle strutture». E i dubbi si addensano, sospesi tra le luci della ribalta e le ombre da superare.

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