Il Tirreno

Pontedera

Costretti a emigrare a Ponsacco

E.Ch.
Momenti di un concertto del Guitar festival nella chiesa del Crocifisso
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Momenti di un concertto del Guitar festival nella chiesa del Crocifisso

Il guitar festival "sfrattato" dalla chiesa del Crocifisso

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 PONTEDERA. Avrà una sede diversa, nuova e obbligata, l'edizione di quest'anno del Tuscany guitar festival, la manifestazione che ospita chitarristi di grosso calibro e che è organizzata dall'Accademia musicale toscana di Pontedera. Nonostante sia già partita con un concerto ospitato proprio da una chiesa, da ora in avanti non sarà più la classica cornice della parrocchia del Crocifisso di Pontedera, ma l'Auditorium "Elio Meliani" di via don Minzoni a Ponsacco. Una scelta obbligata, a dispetto delle qualità sonore che vantava il luogo di culto pontederese, molto apprezzate dagli addetti ai lavori e dagli appassionati di questo genere di musica. «Quando siamo andati a chiedere l'autorizzazione al parroco del Duomo - racconta Maria Paola Manetti, collaboratrice dell'Accademia musicale toscana - don Franco Cancelli ci ha detto che non era più possibile avere la disponibilità della chiesa, perché un documento del vescovo ha vietato questo tipo di manifestazioni all'interno dei luoghi sacri».  E pensare che appena un paio di mesi fa, a fine gennaio, proprio in quel posto, al " Crocifisso", come si dice comunemente in città, era stato ospitato il concerto inaugurale di questa stagione. Il prossimo, quello in programma il 16 aprile, con il chitarrista Pavel Steidl, emigrerà a Ponsacco. In un auditorium. «La scelta delle chiese per questo tipo di esibizioni - prosegue Maria Paola Manetti - è dovuta all'eccezionale acustica che hanno. Ma anche alla cornice suggestiva che offre un altare: ha il merito di valorizzare gli eventi».  La decisione che ha portato i parroci pontederesi a negare le chiese per questi eventi, in alcuni casi - sempre stando alla lettera spedita dalla Diocesi - interessa anche alcuni chiostri, sparsi nel territorio della provincia pisana e ritenuti luoghi molto adatti per le esibizioni durante il periodo estivo.  «È un vero peccato - commenta ancora Maria Paola Manetti - perché, oltre alla qualità delle esecuzioni, questa decisione fa mancare alcuni eventi culturali alla città».

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