Il Tirreno

Pontedera

Vacanze sì, ma in preghiera Nel convento di Santa Cristiana nascerà un ostello religioso

L’ingresso del convento di Santa Cristiana a Santa Croce
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L’ingresso del convento di Santa Cristiana a Santa Croce

Il vecchio monastero di Santa Croce riaprirà presto le porte ai pellegrini la badessa: «Questo luogo diventerà un punto d'incontro e di riflessione»

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 SANTA CROCE. Non relax ma preghiera. Non vacanza ma percorso di fede. La differenza è enorme, ed è destinata forse a segnare il futuro del convento di Santa Cristiana, nel centro storico di Santa Croce, che potrebbe tornare ad una delle sue più antiche funzioni, quella dell'accoglienza. Nei prossimi anni, infatti, il vecchio monastero potrebbe riaprire le porte ai pellegrini, e in generale a tutti coloro che chiederanno di trascorrere alcuni giorni di vita monastica.  L'idea è della madre badessa, suor Maria Rosa Guerrini, che guida il convento da poco meno di un anno. Senese di nascita, suor Maria Rosa si divide ogni settimana tra il convento di Santa Cristiana a Santa Croce e quello di Santa Chiara di Montefalco, in Umbria, in virtù di una collaborazione nata di recente, in seno all'ordine agostiniano, nel ricordo di due personalità importanti per il monachesimo medievale, vissute entrambe a cavallo tra Duecento e Trecento. Una collaborazione che ha segnato anche una piccola rinascita per il monastero di Santa Croce. «Quando sono arrivata ho trovato il convento un po' in abbandono, con poche sorelle molto anziane - racconta suor Maria Rosa -. In questo momento siamo 6 in tutto, ma comunque ancora poche rispetto alla struttura, che un tempo ne accoglieva molte di più. L'idea è quella di restituire a questo luogo la sua funzione di punto d'incontro e di riflessione, organizzando magari anche qualche attività con i giovani. Dobbiamo riscoprire l'importanza che questo convento ha sempre avuto nella storia della comunità».  In questo spirito di riscoperta e di apertura si inserisce il progetto di accoglienza ai pellegrini. «Si tratta di recuperare qualcosa che esiste già - spiega ancora la badessa -; vogliamo restaurare l'antica foresteria e sistemare un'ala del convento. Non sarà ovviamente un luogo per vacanza, né per turismo religioso: gli spazi saranno messi a disposizione solo degli ospiti che chiederanno di condividere con noi la preghiera e qualche giorno di vita monastica. Per adesso comunque siamo ancora all'inizio: stiamo studiando come realizzare il progetto e quali locali utilizzare».  Soddisfatto il sindaco Osvaldo Ciaponi: «Il convento di Santa Cristiana è un patrimonio di tutti i santacrocesi e merita di essere valorizzato». Un patrimonio di storia, fede e cultura, che affonda le sue radici nel lontano 1279, quando, stando i documenti, il Comune concesse a Oringa Menabuoi (la futura Santa Cristiana) il terreno per la costruzione del primo nucleo del convento, che in tempi più recenti ha ospitato anche la prima vera scuola di Santa Croce, dal 1847 a 1966, rimasta nella memoria collettiva di tanti santacrocesi. «Tre anni fa - ricorda Ciaponi - tutto il complesso monastico fu inserito tra i beni tutelati dal Ministero per i Beni Culturali, anche se poi di risorse non se ne sono viste». «L'apertura ai pellegrini si lega anche alla vicinanza con la via Francigena - aggiunge l'assessore Piero Conservi -, che attraversa parte del nostro comune nei pressi di Staffoli, e che può rappresentare un'attrattiva importante per il nostro territorio».

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di Redazione web