Italia
La rete di rilevamento è passata alla Regione e per razionalizzare i costi alcuni apparecchi sono stati spenti
Smog, disattivate le due centraline
Sabrina Chiellini
Mancano i soldi, la Provincia non misura più la qualità dell'aria
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CASCINA. Da ora in poi sicuramente la qualità dell'aria cascinese sarà... buona. Anzi, ottima. Nel senso che le due centraline, installate anni fa a Cascina e Navacchio e che servivano a monitorare le polveri sottili e altri agenti inquinanti, sono state spente. Sì, proprio così. Proprio nel territorio che negli ultimi anni si è guadagnato più volte la maglia nera per lo smog a causa del solito valzer di competenze e di passaggi tra Provincia e Regione è stato deciso di disattivare entrambe le centraline. «Tanto i dati più o meno erano sempre uguali», sarebbero state le valutazioni di alcuni amministratori. Di chiacchiere sulle centraline oscurate se ne fanno molte. Comprese quelle che vorrebbero la disattivazione come una conseguenza della mancanza cronica di soldi dalle casse degli enti pubblici. Nel frattempo comunque non è che le cose siano migliorate in fatto di inquinamento. Poche settimane fa c'era stato anche raccontato che la Regione intende essere più severa in fatto di sforamenti delle polveri sottili. Il numero consentito di superamenti di Pm10, le polveri sottili, è salito in Italia a 35 giorni all'anno, recependo le direttive europee. La delibera regionale ha stabilito invece che i Comuni debbano iniziare ad intervenire entro il quindicesimo giorno di sforamento (sulla base di "piani d'area"), con provvedimenti che vanno dall'incentivazione dell'utilizzo dei mezzi pubblici alla limitazione del mezzo privato, fino alla riduzione temporanea dell'uso del riscaldamento oppure al blocco del traffico. Ma le amministrazioni municipali potranno intervenire anche prima, se lo riterranno opportuno. In caso di inadempienza dei sindaci, la Regione potrà esercitare il potere sostitutivo. Cascina come farà ad avere questi dati, almeno con una certa continuità? La Regione, sulla scorta di indicazioni di Arpat, ha anche individuato i 14 Comuni in cui più esiste il rischio di superamento dei valori limite di Pm10 e dunque le "spie" per gestire l'emergenza: si parla del Valdarno pisano, ma niente riguardo a Pisa città e dintorni. Nessun riferimento a Cascina, anche se per anni le due centraline hanno rilevato non pochi problemi. La rete ufficiale di rilevamento varata dalla Regione prevede nel territorio provinciale, oltre alle due di Pisa (via del Borghetto ed I Passi), anche le centraline di Santa Croce sull'Arno e Pomarance. Si aggiungono le centraline di Pontedera e Montopoli, dove Comuni e aziende compartecipano alle spese.
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