Il Tirreno

Pontedera

Santa Croce è pronta

La polizia davanti all’ingresso dell’ex asilo Madonnina del Buon Viaggio di Capanne
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La polizia davanti all’ingresso dell’ex asilo Madonnina del Buon Viaggio di Capanne

Altri posti in via Don Puglisi

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 SANTA CROCE. Anche Santa Croce è pronta a fare la sua parte. I migranti potranno trovare accoglienza in un locale adiacente al centro intercomunale di ospitalità notturna di via Don Puglisi, che è gestito dalla cooperativa La Quercia di Mamre, che fa capo anch'essa alla Caritas e alla diocesi. Completato un piccolissimo intervento di sistemazione anche questa struttura sarà disponibile già da stasera. «Nel frattempo ci auguriamo che, a partire dalle decisioni che verranno assunte domani (oggi per chi legge, ndr) nella cabina di regia di Palazzo Chigi, venga a completarsi il quadro giuridico-finanziario di questo tipo di accoglienza, in modo che se ne possa valutare la sostenibilità anche nel tempo», dicono i sindaci di Santa Croce, Osvaldo Ciaponi, e quello di Montopoli, Vivaldi.  «Per il momento ci appelliamo a tutte le associazioni di volontariato affinché si rendano disponibili, nei limiti delle rispettive capacità e possibilità, per contribuire, tutti insieme, a far fronte a questa situazione».  «Faremo i lavori nella nostra struttura - specifica Ciaponi - anche se al momento non ci è stato comunicato l'arrivo di altri migranti oltre ai venti che andranno a Capanne».  Intanto, anche il presidente della Regione, Enrico Rossi, ribadisce che «la Toscana ha fatto la sua parte, e ora si ferma; adesso spetta al governo coinvolgere tutto il territorio nazionale per dare soluzione ad un problema che coinvolge 20mila migranti, un numero che non mi sembra rappresenti un'emergenza se distribuita in modo omogeneo».  Il primo compito sarà quello di censire gli immigrati assegnati ai diversi centri; sarà usato lo stesso programma di registrazione utilizzato nella gestione dei campi realizzati in occasioni di emergenze. In ogni centro sarà immediatamente attivo (il che significa da stanotte) un servizio di assistenza linguistica, grazie alla presenza di mediatori culturali (uno o due per centro) facenti riferimento al volontariato sociale (Arci e associazione Shalom). I mediatori avranno anche il compito di fornire una prima informazione sui percorsi a carattere legale/normativo per richiedere asilo o altri riconoscimenti giuridici.  Ogni struttura di accoglienza è già dotata di un presidio sanitario, organizzato dalle Asl competenti per territorio. Infine la logistica ha previsto, laddove non siano già presenti centri di cottura (come risulta in molte strutture), l'utilizzo di servizi esterni per la regolare fornitura dei pasti, nel rispetto delle prescrizioni religiose degli ospiti.

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