Finanza
Arrivati nella notte 20 profughi
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Sopra e sotto a destra tre immagini dellex asilo Madonnina del Buon Viaggio di Capanne dove troveranno accoglienza venti profughi del nord Africa La diocesi mette a disposizione l'ex asilo Madonnina del Buon Viaggio
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MONTOPOLI. In arrivo anche nel Valdarno i profughi, una ventina di migranti provenienti dal nord Africa, che troveranno accoglienza nell'ex asilo Madonnina del Buon Viaggio a Capanne, nel comune di Montopoli Valdarno. Il loro bus è partito ieri alle 23,35 dal porto di Livorno, dove i migranti erano arrivati con la nave Superba. L'annuncio a sorpresa, nel primo pomeriggio di ieri, grazie alla disponibilità della diocesi di San Miniato, proprietaria dell'immobile, che condivide in pieno, con la Regione e i Comuni della nostra provincia, l'idea dei piccoli centri di accoglienza. Centri, cioè, diffusi sul territorio e gestiti in collaborazione con il volontariato laico e cattolico. L'effetto sorpresa ha avuto come conseguenza un certo disorientamento nel paese. Mano a mano che i cittadini vedevano arrivare mezzi della protezione civile, polizia e carabinieri, cresceva l'ansia di sapere cosa stava accadendo. Molti avrebbero voluto essere informati, potersi confrontare sul trasferimento dei migranti da Lampedusa a una piccola realtà come quella di Capanne. La diocesi di San Miniato, accogliendo la richiesta di collaborazione di alcuni Comuni del comprensorio del Cuoio, come Montopoli Valdarno e Santa Croce sull'Arno, ha messo a disposizione, già nei giorni scorsi e in via temporanea, l'ex asilo, attualmente sede della Caritas parrocchiale e della scuola teologica diocesana. La gestione della struttura è stata affidata ai Comuni di Montopoli e Santa Croce, di concerto e con l'ausilio delle forze dell'ordine, associazioni locali di volontariato e protezione civile. «L'emergenza che si è creata con la guerra e le agitazioni nel Nord Africa - è il commento del vescovo Fausto Tardelli - chiedono anche a noi attenzione e disponibilità. non vogliamo ora indagare su cause e responsabilità che pure ci sono, né vogliamo farci prendere dal timore che possa succedere chissà che cosa se ci diamo da fare per alleviare il disagio momentaneo di alcuni nostri fratelli». La chiesa, di fronte all'emergenza umanitaria, vuole fare la sua parte, pur nei limiti delle possibilità, «senza dimenticare il rispetto dovuto a ogni essere umano in qualsiasi condizione si trovi e alle popolazioni che devono assumersi il carico più grosso dell'immigrazione», ha aggiunto il vescovo. Nel pomeriggio di ieri l'ex asilo, lungo la Tosco Romagnola, ha aperto a volontari della protezione civile e della Caritas. A seguire i lavori di allestimento - sono stati portati viveri e brandine - il sindaco, Alessandra Vivaldi, don Fabrizio Orsini e alcuni parrocchiani. «Mi fa piacere che la nostra comunità possa ospitare i profughi - dice Raffaele Di Lorenzo dell'associazione culturale di Capanne - condivido l'idea dei piccoli centri di accoglienza». Più scettica Monica Campani: «Ne sappiamo ancora poco - commenta guardando i volontari al lavoro - vedremo come si svilupperà questa situazione, in paese ci sono già molti immigrati, per gli anziani non è facile confrontarsi con la presenza di tanti stranieri». Tra i giovani Angelo Matera, 24 anni, non ha dubbi. «Sono contrario a questi arrivi di stranieri e non ho timori a dirlo apertamente - risponde - non c'è lavoro neppure per gli italiani». Come lui la pensa un altro ventenne, Matteo Lari. Tra i commercianti c'è chi aspetta di vedere quanto durerà «l' accoglienza temporanea». Sabrina Chiellini ALTRI SERVIZI A PAGINA 3
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